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Taisho

L’Associazione culturale NAMI presenta: Taisho/contrasto, Viaggio fotografico attraverso il Giappone sospeso tra futuro e tradizione Fotografie di Gianfranco Spatola

Shibuya, Tokyo ore 05:00 PM. Rosso. Verde. Quando il semaforo da il via libera, migliaia di persone attraversano la strada senza sfiorarsi, senza urtare il vicino, come in un balletto in cui ognuno conosce il suo ruolo e gioca con la perfezione come un primo ballerino. Questo è un aspetto di Tokyo, una metropoli con i suoi 13 milioni di persone che vivono una vita frenetica e veloce.

 



Ma a Tokyo ed in Giappone, si possono trovare angoli inaspettati di serenità sorprendente. Provenienti da uno dei nostri paesi occidentali, spesso, abbiamo in mente uno stereotipo di questo paese a cavallo tra il presente e il futuro. Abbiamo un'idea del Giappone, come il paese dei manga e delle tecnologie futuristiche.

Quindi, quando camminiamo in alcuni quartieri come Shibuya o Kabuki Cho a Tokio o Dotonbori a Osaka, tra neon e "cos player", la nostra idea si consolida e questo mondo colorato ci affascina e ci fa perdere come il protagonista di “Lost in Traslation”.

Tuttavia, basta cambiare città anzi basta semplicemente cambiare quartiere e il mondo giapponese sembra fare un passo indietro di decenni. Strade quasi deserte, templi, giardini segreti, piccoli negozi e mercati di quartiere, dove si svolge una vita lenta, silenziosa e discreta, spesso di una bellezza estetica fatta di grazia formale e quiete reale. Qui il momento della preghiera in un tempio si unisce ad uno spuntino con uno spiedino di Tofu dolce che un “salary man” si gusta con un occhio all’onnipresente cellulare in una pausa della sua convulsa quotidianità.



 


Il Giappone è molto di più dei nostri stereotipi occidentali. Se arrivate con la metro a Ginza o Shinjuku a Tokio, trovate le luci e la frenesia, ma non lontano da questi luoghi potreste scoprire che vi è un parco dove i bambini sono concentrati in una gara di Kyu, il lungo arco eredità degli antichi samurai. In Giappone, il futuro e la filosofia, la velocità e la calma, passato e futuro vivono insieme in un luogo "non luogo", dove ogni giorno milioni di persone lavorano, producono ma non dimenticano chi sono e quale è la loro storia e tradizione in un culto di valori sociali come l’onore e il rispetto del prossimo che spesso noi abbiamo totalmente dimenticato.

Gianfranco Spatola – Bio
Palermitano, medico e fotografo ha collaborato per diversi anni come reporter con diverse riviste cittadine e come collaboratore fotografico con il "Giornale di Sicilia". Dopo la laurea in Medicina si specializza in reportage di viaggi, realizzando un archivio di svariate migliaia di diapositive scattate in Grecia, Turchia, Tunisia, Francia, Spagna Mauritius. Divenuto ricercatore universitario inizia ad utilizzare le sue conoscenze fotografiche nel campo della ricerca medica e in particolare nell'utilizzo di microscopi e software di analisi d'immagine. Negli ultimi anni la sua attività di reporter lo porta a collaborare con l'agenzia FotoUp di Milano e, attirato dalla pubblicazione di riviste di fotogiornalismo online, collabora con alcune delle più prestigiose testate internazionali su web come Witness Journal, PhotoPhilies, PhotoJournale. Dopo due anni in cui si è dedicato a riprendere i vari aspetti della società giapponese pubblica diversi articoli e nel 2009 una sua immagine realizzata a Tokio viene selezionata ed inserita in un libro edito negli U.S.A. ”Connection across a human planet” che raccoglie le migliori immagini del 2009 di fotografi di alcune tra le più importanti testate mondiali come National Geographic, Time, PeaceReporter, Focus, Herald Tribune etc.

Vernissage 1 febbraio 2010 alle ore 18
La Feltrinelli
Via Camillo Benso Conte Di Cavour - Palermo



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