di Rosa Pugliese
Chi meglio di Denis Curti - Direttore dell'Agenzia Contrasto - può parlarci della fotografia e del fotogiornalismo? Proprio lui, infatti, è da sempre considerato "critico e storico" di quest'arte che non si stanca mai di raccontare il mondo ai suoi abitanti.
Denis ha le idee molto chiare: ciò che conta in questo mestiere non è tanto la natura del mezzo, ma chi se ne serve, ciò che decide di inquadrare nell'obiettivo e la storia che vuole raccontare
Come è iniziato il suo lungo percorso nel mondo della fotografia e del fotogiornalismo e quindi come è arrivato a diventare Direttore di Contrasto?
Ho cominciato come “critico e storico della fotografia” a Torino, presso la Fondazione Italiana per la Fotografia, e ho iniziato a curare delle mostre per la Biennale Internazionale di Fotografia che aveva sempre sede a Torino e che poi si spostava generalmente in tutta Italia. Qui nella veste di grafico e curatore ho imparato a conoscere la fotografia e i sui diversi linguaggi, sia in campo artistico che in quello professionale legato al reportage. Così sono arrivato ad assumere delle competenze di carattere curatoriale ed organizzativo. Poi ho continuato a scrivere per i giornali – in particolare per il Corriere della Sera e Vivi Milano – esercitando il mestiere di critico e sempre di più proponendomi come consulente per le organizzazioni di grandi eventi espositivi in Italia. In questo senso mi sono avvicinato all’agenzia Contrasto ed ho contribuito a portare in Italia grandi mostre come quelle di Sebastiao Salgado, Cartier-Bresson, Robert Capa e René Burri. Queste mostre erano molto spesso legate all’agenzia Magnum e di conseguenza è nato un forte rapporto di complicità con Contrasto. Così ad certo punto mi hanno chiesto di occuparmi anche dell’Agenzia, proprio perché non c’era più differenza ormai tra la promozione di eventi artistici e culturali che in qualche modo fossero slegati tra arte e mestiere.
A quel punto com’è andata?
A quel punto ho cominciato a studiare e approfondire molto le attività di reportage, ma anche di comunicazione nel rapporto tra i giornali e la fotografia ed ho così cominciato una collaborazione con Contrasto a tutto campo. Ho lavorato sempre in forte relazione con Roberto Koch, fondatore dell’Agenzia. Contrasto ha, tra l’altro, da poco compiuto vent’anni. In questo tempo a fianco all’attività di agenzia fotogiornalistica è nata una casa editrice fortemente specializzata nei libri di fotografia e nell’organizzazione di mostre ed eventi fotografici. Così mi sono ritrovato in modo, direi, naturale a lavorare con Alessandra Mauro, Direttore editoriale di Contrasto, e quindi a prestare la mia consulenza sia all’agenzia nella vendita delle immagini ai giornali, sia nell’attività di curatore e organizzatore di eventi.

Contrasto dichiara di voler “costituire un punto di riferimento per il fotogiornalismo di qualità”. Oggi che cosa si intende per fotogiornalismo di qualità?
Per noi significa innanzitutto la possibilità di poter produrre delle storie. Intendo dire, produrre da zero in qualche modo e avere poi la possibilità di approfondire. Quindi, sostanzialmente, per noi “fotogiornalismo di qualità” significa avere il giusto tempo e la giusta dose di curiosità per andare a vedere ed approfondire le questioni che riguardano gli uomini e la società all’interno della quale vivono. Per questo Contrasto è molto spesso impegnata a realizzare servizi, storie, libri, mostre, attività di studio e culturali, indipendentemente dal fatto di avere una vera e propria commessa editoriale.
Quali sono le prospettive?
Certo le prospettive legate all’editoria registrano una crisi imprenditoriale ed economica che ha a che fare, più in generale, con il resto del mondo. I giornali producono sempre meno e sempre di più tendono ad utilizzare immagini di repertorio. Noi cerchiamo di svolgere una funzione di supporto nei confronti delle redazioni, e proponiamo di produrre nuove storie. Là dove non è possibile le produciamo e le finanziamo noi stessi per poi provare a rivenderle cercando la complicità di editori, giornali o addirittura aziende.
Quindi in questo senso Contrasto fotografa "ciò che vuole" fotografare, non soltanto "ciò che deve" fotografare…
Esattamente. Questa è la garanzia della qualità.

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