di Rosa Pugliese
Sarebbe bello se la fotografia potesse risvegliare la nostra indignazione e al tempo stesso restituire dignità a coloro che vivono ai margini di questa società. Non è facile, ma ci si può riuscire. E’ questa quella che Giulio Di Meo ama definire la sua fotografia: il solo modo per comprendere le storie delle persone che si incontrano per le strade del mondo, catturarle e restituirle dignitosamente agli occhi di chi non piange più quando si imbatte in una immagine che dovrebbe emozionare.

Giulio, quando hai appeso al collo la prima macchina fotografica?
Ho cominciato a fotografare con i primi viaggi, da adolescente. Mio padre aveva questa passione e, già da piccolino, mi portava con lui nella camera oscura. Poi mi prestava le macchine fotografiche, quindi avevo la fortuna di avere in casa un padre che avesse non solo la passione, ma anche un'ottima attrezzatura: usavo già a 16 anni una sua Nikon F301. Immediatamente dopo è stato fondamentale il viaggio, non riesco a scindere le due cose.
Il tuo tipo di fotografia però non è paesaggistica...
No, esatto. La differenza dal primo al secondo viaggio è sostanziale. Nelle prime foto c’è solo ed esclusivamente paesaggio, a volte io o gli amici che erano con me; già nelle foto del secondo viaggio è esattamente il contrario: il paesaggio è scomparso, ci sono solo persone. E mi trovavo in Messico, dove ignorare quello che si ha intorno è assai difficile. Nella fase intermedia avevo cercato di documentare alcuni rituali in campagna, come l’uccisione del maiale. Fotografie piuttosto macabre, ma venivo invitato a casa della persone del paese, così le persone sono poi diventate il soggetto principale delle mie foto.

Tutte le interviste
Intervista ad Alberto Giuliani
Intervista a Francesco Giusti
Intervista a Mario Spada
Intervista a Massimo Di Nonno
Kash, tre anni dopo il rapimento
Antonio Politano, reporter turista viaggiatore
Intervista a Giulio Di Meo
Intervista a Isabella Balena
Ernesto Bazan, il fotografo poeta
Cartoline dal fronte
Intervista a Gianluca Colla
Fotoreporter
Naturalmente
Intervista a Tano D'Amico
In nome di Tina
Intervista a Denis Curti
Testimonianze in bianco e nero
Steve McCurry, il fotografo dei colori
Intervista a Andrzej Dragan
Intervista a Francesco Cito
Il fotografo delle Polaroid
Reporter nell'era digitale
Missione natura
Passione andina
Porto Franco
Camere Oscure
Mathare United
Passione andina
In nome di Tina
Il fotografo delle Polaroid
Intervista a Denis Curti
Intervista a Gianluca Colla
Intervista a Tano D'Amico
Intervista ad Alberto Giuliani
Antonio Politano, reporter turista viaggiatore
Camere Oscure
Steve McCurry, il fotografo dei colori
Action! - La casa è un diritto
Elfo's Reboot - Teatro Puccini
Tattoo Convention 2010 - Milano
Storico Carnevale di Ivrea - 2010
San Sebastiano a Palazzolo Acreide
Nikkor's eye Cosplayers
Arlecchino al Carnevale di Venezia 2010
Furor Gladiatorum - Valetudo
Caccia Grossa in Sardegna
Rom-A - I bambini di via Candoni
Carolyn Drake
Jeremy Horner
Roberto Rognoni
Alessia Pierdomenico
Joachim Ladefoged
Robert Clark
Jean Chung
Mario Spada
Lana Slezic
Alessandro Gandolfi
Festival della Fotografia Etica
Facce da straniero
Zoo
Sogno svelato
Se la guerra è civile
Liberi!!!
Premio creativo Passaggi
Il mondo NG
Immigrazione e sfruttamento
Oltre la maschera... gli occhi