Questa storia è cominciata a Milano il 14 aprile del 2004, io avevo bisogno di staccare, era morto un mio amico, dovevamo andare a Cuba e invece mi sono trovato ad Haiti.
A Port-au-Prince sono rimasto una prima volta tre settimane, poi tre mesi la seconda; Haiti è un paese pieno di contraddizioni, quando sei li hai l’impressione che paradiso e inferno si possano toccare, i morti per le strade, la povertà, la disperazione e i sorrisi, dimentichiamoci i nostri parametri, dimentichiamoci la ricerca di una logica come la possiamo intendere noi.
Questa è stata l’occasione contingente, ma il mio lavoro si compone anche di ricerca, documentazione, letture e raccolta di informazioni sui luoghi che si vorrebbero esplorare.
In questa prospettiva Haiti resta un luogo fuori dalle rotte, inoltre è una terra in cui si può respirare ancora una profonda spiritualità non convenzionale, quasi ancestrale, ad Haiti la popolazione è per l’80% cattolica, ma quasi tutti praticano anche il Voodoo, mischiando tradizioni e riti differenti in un sincretismo complesso, una cosa che mi ha sempre affascinato.


Mi viene in mente una vecchia foto di mia nonna, che tra l’altro non ho mai conosciuto.

Oltre al soggetto, alla luce e alla fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto è anche ciò che il fotografo si vive nel mentre del proprio lavoro che determina in parte la sostanza della foto.
Io ho fatto un lungo lavoro ad esempio sui clandestini che vivono nelle fabbriche a Milano, è stata un esperienza di vita e questo fa si che tu ti metta in gioco che ti appassioni, esci dalla cronaca pura, la fotografia è prima di tutto un modo per conoscere e raccontare storie e persone.
Io mi sento piuttosto un cane sciolto, ho bisogno di andare da solo, fermarmi un’ora ad un incrocio, parlare, perdere tempo, a volte aspetti e non succede niente a volte aspetti e tutto succede magicamente.
Il termine fotografia, etimologicamente, significa scrittura con la luce, io l'ho preso alla lettera, è quella scintilla che mi incastra su un luogo e mi obbliga a scattare finchè non sono contento, oppure incontro una persona cerco di fare delle foto e non funziona, allora dico: ”seguila Francesco, sali con lui sull’autobus e aspetta che la foto ti scelga”, toc toc sono la foto..ok ciao, allora scatto.

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