di Paola Fontana
Universalmente conosciuto come “il fotografo delle Polaroid”, Maurizio Galimberti da tempo non si considera un fotografo, laddove fotografo è colui che documenta e riproduce la realtà così come gli passa sotto gli occhi. Gli piace definirsi “pittore”, uno che utilizza la fotografia per esprimersi, per raccontare delle emozioni, permettendo che le immagini lascino sempre una porta socchiusa all’immaginazione di chi ne usufruisce. Per fare questo, scoperta la Polaroid, non l’ha più abbandonata e la ritiene un mezzo formidabile di libertà creativa. La Polaroid accompagna Galimberti lungo tutto il suo percorso evolutivo, che parte dalla singola immagine per arrivare al Mosaico Fotografico, prima di persone e poi di edifici e di architetture particolarmente simbolici di diverse città europee. Un artista in costante evoluzione, insomma, che ci lascia però un po’ perplessi davanti a un rigido rifiuto del digitale. Ecco allora che la prima domanda parte proprio da questo tema…

Maurizio, dici di non amare il digitale, tuttavia, non trovi delle analogie tra questo nuovo mezzo e la Polaroid? Dal momento che in entrambe i casi è possibile “manipolare” l’immagine, è così sbagliato pensare che il digitale rappresenti in un certo senso la versione moderna della Polaroid?
Io non amo il digitale perchè è piatto e uniforme, non è un mezzo, è un qualcosa che ti prende la mano e ti conduce dove vuole. Di analogie non ce ne sono poi così tante. Con la Polaroid si “manipola”, ma solo manualmente, mai con il computer. Da quando si scatta a quando l’immagine si solidifica passano circa due minuti e in quel breve lasso di tempo, facendo pressione con dei bastoncini di legno o con delle punte, si possono ottenere risultati incredibili. Nel caso della foto digitale, invece, si è di fronte a un processo, tutto svolto al PC, che dovrebbe portare alla “rielaborazione perfetta”, laddove non solo si è sempre portati ad “aggiungere”, ma ci si trova anche davanti a cento, mille possibilità di risultati diversi.

&nb
Tutte le interviste
Maurizio Rebuzzini
Loris Savino
Augusto De Luca
Nuove frontiere del Fotogiornalismo - Denis Curti
Antonio Zambardino, essere giovane fotografo oggi
Intervista ad Alberto Giuliani
Intervista a Francesco Giusti
Intervista a Mario Spada
Intervista a Massimo Di Nonno
Kash, tre anni dopo il rapimento
Antonio Politano, reporter turista viaggiatore
Intervista a Giulio Di Meo
Intervista a Isabella Balena
Ernesto Bazan, il fotografo poeta
Cartoline dal fronte
Intervista a Gianluca Colla
Fotoreporter
Naturalmente
Intervista a Tano D'Amico
In nome di Tina
Intervista a Denis Curti
Testimonianze in bianco e nero
Steve McCurry, il fotografo dei colori
Intervista a Andrzej Dragan
Intervista a Francesco Cito
Il fotografo delle Polaroid
Reporter nell'era digitale
Missione natura
Passione andina
Porto Franco
Passione andina
Intervista a Andrzej Dragan
Steve McCurry, il fotografo dei colori
Nuove frontiere del Fotogiornalismo - Denis Curti
Missione natura
Cartoline dal fronte
Camere Oscure
Intervista a Francesco Giusti
Intervista a Denis Curti
Porto Franco
Carnevale di Ottana
Trento: Città Pulita
Myanmar in sospensione
La Reggia di Rivalta
Crociera in 3GS
Exit - Novi Sad
Vicolo Brugnò
Vinschgerbahn
Tamorre sotto le stelle
Curva Sud
Alessandro Digaetano
Douglas Menuez
Michael Brown
James Nachtwey
Ed Kashi
Ashley Gilbertson
Christoph Bangert
Daniele Dainelli
Nic Dunlop
Randy Olson
Robert Doisneau
Digital Photography 2010
Diritto alla vista
Memorie di Carnia
Giovani Fotografi 2010
Arte Laguna 2010
La mano dell'uomo
Tre colori
6° Nikon Forum Photo Contest
G-Technology