Il titolo è mutuato dal linguaggio musicale per indicare la tecnica del ritmo ripetuto: tra bottiglie e sigarette, tre personaggi smascherano i vizi vacui della danza. Fotoup è anche quest'anno è media partner ufficiale e documenterà tutto il festival coprendo spettacoli e backstage.
Basso Ostinato: (mus.) Variante di Basso Continuo. Combinazione melodica e ritmica affidata alla parte più bassa di una composizione, che si ripete incessantemente dal principio alla fine del pezzo, sul quale le altre parti, strumentali e vocali possono liberamente muoversi.
Fine pasto. Avanzi di conversazione. Discorsi vacui su di loro, sulla danza, su niente. Se sono squallidi non importa, loro ci sono dentro e ridono molto. Le giunture si muovono accompagnando le chiacchiere, avvicinando i bicchieri alla bocca per ingerire qualcosa che faccia digerire ciò che è sempre più indigesto. Hi hi hi, che ridere. Ecco il Basso Ostinato. Un dialogo “basso”,con scorie di movimenti e resti di risate, a cui ostinatamente ritornano.Non possono far altro, perché non c’è altro da fare. E ogni volta è peggio.
L’aria si fa pesante. Gli oggetti perdono la loro rassicurante immobilità. Tutto cede, non ci si può più fidare. E’ inutile fare resistenza, possono solo accompagnare il processo di disfacimento che cresce nutrendosi degli scarti che esso stesso produce. Si autodigerisce, si rigenera. Allora si lasciano andare, senza poter dare un senso a questo ostinato scivolare verso il basso.
Ma il senso c’è, l’aria è satura del suo odore. Viene quasi la nausea. Meglio prendere qualcosa e inghiottire, illudersi di eliminare il disturbo, anestetizzarsi. Così dimenticano e passano oltre: pieni, senza memoria. Ancora una volta rovistano tra i pezzi rimasticati di quel primo dialogo, cercando una via d’uscita. Frugano in quello stomaco dove tutto si trasforma, dove la volontà è impotente ma le cose procedono, al di fuori di ciò che si riesce a vedere. Anzi, dentro. E va molto bene così.
Caterina SagnaCaterina Sagna inizia come interprete nella Compagnia Sutki di Torino, sotto la direzione di Anna Sagna. Nel 1980 entra a far parte della Compagnia di Carolyn Carlson al Teatro La Fenice di Venezia e partecipa a diversi spettacoli di Jorma Uotinen. Nel 1987 fonda la Compagnia Nadir e avvia un ciclo di coreografie, ispirate ad opere letterarie. Questa prima fase di lavoro, caratterizzata da una ricerca introspettiva e visionaria, si conclude nel 1999 con una trilogia composta dai due soli Cassandra (sul testo di Christa Wolf) e Esercizi spirituali (da Ignazio di Loyola, interpretato dalla coreografa), e dal duo La testimone .Nel 2000, Caterina Sagna fonda in Italia l’Associazione Compagnia Caterina Sagna. Nel giugno 2002, riceve dalla SACD il premio “Nouveau talent chorégraphique”. Nel 2005 trasferisce la compagnia a Rennes (Francia).