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P H O T O * M O V E M E N T   

ICS - Racconti Crudeli della Giovinezza

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Foto di  Lucia Puricelli

Le foto del backstage dello spettacolo dei motus, volti, figure scatti rubati tra allestimento, montaggio e spettacolo.


Tentare di dipingere la giovinezza entra in corto con il nostro vissuto della giovinezza, con ricordi e tumulti di uno stato che non c’è più, è passato, lontano, crudelmente trascorso, così si presentano i Motus uno dei gruppi teatrali più innovativi e "contro" della scena contemporanea italiana

Il contatto con l’incoscienza adolescente provoca un rimescolamento di emozioni che azzera e sminuzza tutte le convinzioni sul teatro accumulate nel tempo: ne risultano capitomboli di pensiero, coriandoli di certezze, briciole di polistirolo di senso…

Parti con idee, concetti, riferimenti sociologici, poi una volta dentro certe atmosfere – in cui ci siamo infiltrati sperimentando una tecnica documentaria non invasiva e quasi invisibile – ti trovi a fare un balzo all’indietro, regressivo. Non è nostalgia, ma per far vivere sul palco altri mondi, occorre immergersi. Come ricreare certi stati di sospensione nella solitudine pomeridiana della città? Il vagare, l’ansia o lo starsene in vacua attesa su una panchina a desiderare incessantemente che qualcosa di nuovo e meraviglioso giunga...

“Aspetto, temo non avere niente di meglio da fare…” diceva Malcolm all’inizio del libro di James Purdy cui volevamo dedicare un film
impossibile. Il fantasma di Malcolm resta nell’aria, aleggia sulle riprese avventate che abbiamo fatto ai margini di tre diverse città …Ci siamo spostati veloci con le videocamere sempre accese, eternamente perseguitati dalla curiosità di ragazzini che finalmente avevano trovato “qualcosa da fare”: inseguire la troupe “degli italiani” che non fa televisione, come tutti ci chiedevano, ma raccoglie appunti per un film futuro, confluiti ora in questa specie
di spettacolo ibrido che assembla i germi di un concerto stridente e di una danza sporca e asincrona, scaturita dal rapporto con il catrame della strada.

ICS - Racconti Crudeli della Giovinezza

Questi esperimenti ci hanno dunque spinto ad andare in quei luoghi appartati, terrain-vagues, in cui si fugge per i primi baci, le prime trasgressioni, i primi tentativi di esserci… per
essere dove ?

Il deserto dei grandi è il deserto umano di cui scriveva anche Pasolini, che si riflette nei nuovi deserti urbani di oggi, spazi di distruzioni e ricostruzioni selvagge, terre di nessuno dove imprevedibilmente sorgono sfavillanti centri commerciali, in cui si va per passare il tempo più che per comprare, luoghi dove i ragazzini
stanno per incontrarsi e incontrare, per mostrarsi e mostrare, per provare a esserci, fra le merci come merci.

- Cosa vedi? Un illimitato regno senza centro: la versione soft di uno stato di polizia.
- E il leader chi è?
- Non è ancora arrivato. Ma apparirà. Uscirà da qualche centro commerciale. I messia vengono sempre dal
deserto.

(Da un dialogo del film sul primo movimento del progetto Ics tratto da “Regno a venire” di J.G. Ballard, che oggi,
dopo il ritorno di Berlusconi in Italia, assume una eco sinistra…)

I giovani che abbiamo incontrato non sono bulletti o confezioni vuote, come certa propaganda televisiva semplicistica tende a dipingere… sono state sorprese di umanità e gentilezza, diversi, veramente diversi dentro. È a loro che dedichiamo questo lavoro cresciuto ai margini, nei luoghi artificiali del consumo.

Il primo movimento si è avviato fra i centri commerciali, nuove cattedrali delle periferie della provincia italiana, dove Silvia, distribuendo volantini con scritto “Mi sto cercando”, ha avvicinato casualmente Sergio, di Buenos Aires, e… la sua “espressione di attesa era così intensa” che ci ha indotto a portarlo sul palco, con il suo basso, sebbene non avesse mai fatto - e visto - teatro ... A Valence è arrivato Mario, che vive a Parigi, è filippino d’origine
e da poco cittadino italiano... anche lui lontano dal teatro, ma immerso nella musica e con diversi anni di danza di strada alle spalle: è entrato con assoluta spontaneità in questo spettacolo-esperimento che fa dell’apertura al rischio e alla fragilità nell’esporsi i suoi cardini poetici.

Poi, nel giugno ’08 abbiamo fatto un’ulteriore residenza ad Halle Neustadt, il quartiere satellite, la città nuova, ideale, creata per lavoratori di un utopico socialismo reale crollato e venduto a pezzetti come quelli del muro che ancora si comprano all’aeroporto. Qui, in una sala prove fatiscente, c’è stato l’incontro con Ines, cantante e studentessa di Musica, che dopo 10 giorni di prove, si è trovata davanti alla platea gremita ed entusiasta di Theater der Welt…

Del resto il nostro stesso teatro, bastardo e in perenne rivolta verso i “padripadroni”, è nato in sperdute sale prove della Romagna, lontano dal centro e dai grandi teatri, indipendente e da
subito connotato come collettivo, band, piuttosto che gerarchica compagnia teatrale.

Quest’ultima città della ex-Ddr porta impressi sui muri i segni della fine e della fuga: fine di un sogno-regime, di “un altro mondo possibile” schierato contro e dell’avvento omologante dell’unico modello vincente-perdente, la monocultura americana, che come tutte le mono-culture sfinisce e prosciuga anche i terreni migliori…

Ora anche ad Halle Neustadt in centro c’è una multisala e tanti centri commerciali che funzionano poco e male perché la popolazione è quasi dimezzata, le finestre sono in gran parte chiuse, i pochi giovani
rimasti si aggirano per bande, come predoni sopravissuti a chissà quale disastro… sanno, sono al corrente, dell’avvenuto? Del perché i loro nonni parlano russo? Questo senso di fine, di post - e resistenza tenace nel caos - è ciò che ci spinge a procedere, è l’animo dell’ultimo movimento di Ics, cortocircuito di vecchio e nuovo, interno
ed esterno, vuoto e pieno, presente e memoria… gioventù e vecchiaia.

MOTUS - X (ics) Racconti Crudeli della Giovinezza - Halle Neustadt


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