Foto di Cristiano Morati
Seigradi è una storia, quella di un cammino percorso nell'acqua e nella sua più violenta assenza. Una riflessione personale sulla straordinaria bellezza e forza che questo elemento esercita all’interno di un processo destinato ad esaurirsi.
Il percorso tentato è un ritorno alla sintesi, all'artificio tra corpo, voce, suoni, ambienti virtuali e scatole luminose. E’ un esperimento coreo-sonoro in cui fonti luminose, immagini olografiche, suoni campionati ed elementi naturali rendono il luogo della scena una lanterna magica di grandi dimensioni.
Ogni componente della scena subirà progressivamente una metamorfosi generando un cambiamento visivo-acustico-narrativo e dell’acqua non rimarrà altro che una negazione, la terra spaccata e residui di vita.
Santasangre è un progetto di ricerca artistica che nasce a Roma nei primi anni del 2000. Dal 2003 diviene compagnia residente al Kollatino Underground, centro di produzione culturale indipendente della periferia di Roma.
Espressione di un collettivo eterogeneo per formazione e personalità, i Santasangre iniziano il loro percorso con la volontà di indagare quello spazio vuoto, quella frattura che esiste oltre il linguaggio definito.
Attraverso nuove forme e diversi contenuti, avviano processi di contaminazione espressiva lungo un asse trasversale capace di toccare i più significativi linguaggi artistici e performativi come il video, la musica, il corpo e l'estetica degli ambienti.
La necessità che diviene il motore del lavoro dei Santasangre si spinge oltre ogni settorialità, oltre ogni esperienza complementare per concretizzarsi in un azzardo di linguaggi ampliati, sincretici e sovrapposizioni di segni.
La linea che sempre distingue la progettualità dei Santasangre si articola in una direzione di interferenza con il presente, nelle infinite possibilità che il linguaggio artistico possiede.
Partecipano al Romaeuropa Festival, al FAKI di Zagabria, al Noorderzon di Groningen, ai Festival di Santarcangelo, Polverigi e Dro, alle stagioni del Sophiensaele di Berlino, della Ferme du buisson di Parigi e dei Teatri Stabili d’Innovazione di Napoli, Pescara, Bari, Udine, alla Biennale dei giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo, ed anche ad Es.terni, Short Theatre, Opera Prima, Crisalide, Enzimi e Ipercorpo.
Vincitori della menzione speciale per la sperimentazione dei linguaggi al Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2006 e presenti nelle edizioni Iperscene a cura di Mauro Petruzziello e Hic sunt leones a cura di Graziano Graziani – entrambi collana Spaesamenti di Paolo Ruffini- (Editoria&Spettacoli)
Sostenuti nella produzione per il 2008 dall’ETI Ente Teatrale Italiano come vincitori del bando Nuove Creatività, dal Romaeuropa Festival e dal Sistema Teatro Marche/Inteatro. Fondatori insieme alle compagnie Città di Ebla, gruppo nanou, Ooffouro e Cosmesi del progetto Ipercorpo.
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