di Alberto Scarpinato
Tra il 1980 e il 2000 il Perù ha conosciuto episodi di violenza elevatissimi. Quasi 70.000 vittime, migliaia di scomparsi, diritti umani e civili calpestati, feroci violenze, enormi danni economici e sociali.
La tragedia sofferta dalle popolazioni del Perù rurale, andino e della selva non è stata percepita né vissuta come propria dal resto del paese. Pochi si ricordano di Alberto Fujimori, presidente meticcio e dittatore spietato, condannato per crimini finanziari e reati contro l'umanità.
Pochi si ricordano di Nestor Cerpa Cartolini, rivoluzionario ucciso durante una partita di calcetto tra sequestrati e sequestratori all'interno dell'ambasciata giapponese a Lima, giustiziatomentre cercava di far accendere un faro dall'opinione pubblica internazionale sui crimini perpetuati dal governo peruviano nei confronti delle popolazioni indigene.
Da qui che inizia il reportage di Alberto Scarpinato, un reportage che durato 4 mesi, un reportage voluto fortemente per la particolarità del paese, mediato attraverso foto scattate per i vari pueblos sperduti tra le Ande, che racconta popoli che risentono ancora oggi di una situazione che oramai “sembra passato” ma che per coloro che la hanno subita è la quotidianeità di un popolo che non ha niente da mangiare e beve "normalmente" chinandosi sulle pozzanghere...
Un reportage realizzato per raccontare le condizioni di vita precarie di villaggi dimenticati dal mondo.
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