Newsletter FotoUp
P H O T O * M O V E M E N T   

Vita Nomade in Mongolia

[page 1 of 1]

di Marco Buemi

La Mongolia è un Paese di spazi immensi molto poco popolato rispetto alla sua superficie, il cui  territorio sconfinato ha una natura selvaggia che spadroneggia e che regola tutti i momenti della vita di una popolazione composta soprattutto da nomadi.


La Mongolia colpisce per i suoi spazi infinitamente grandi, per una sensazione di vuoto che ti assale immediatamente e che è molto distante dalla realtà quotidiana in cui viviamo. Il viaggiare al suo interno viene ostacolato dal pessimo stato della rete viaria.

Pochissime sono le strade asfaltate e le piste devono essere percorse con mezzi a quattro ruote motrici. L’assenza di qualsiasi segnaletica e i ridotti trasporti pubblici rendono necessario affittare un mezzo con autista.

Vita Nomade in Mongolia

 

Guarda la Photogallery


La metà della popolazione mongola vive in permanenza in aree urbane, il 25% circa conduce una vita prettamente nomade ed un altro 25% è semi-nomade, vive nei villaggi d’inverno e porta gli animali a pascolare nelle steppe nelle altre stagioni dell’anno.

I nomadi conducono una vita improntata alla stabilità ed alla ripetitività ed il concetto un po’ idealistico del nomade, che vive in modo alternativo e libertario, non corrisponde alla realtà. Ogni giorno, per potere sopravvivere, devono combattere molteplici battaglie.

Tutti i movimenti e le regole sono determinate dall’esigenza fondamentale di resistere nelle condizioni più estreme. Il clima, infatti,  condiziona e scandisce gli usi e costumi di questo glorioso popolo discendente da Gengis Khan.

La primavera, in particolare, è una stagione cruciale che porta un periodo secco, polveroso, ventoso ed inesorabile. E’ in questi mesi che gli animali più deboli muoiono e si dice, muoiano anche le persone, è la stagione della disperazione.

Nonostante le bassissime temperature che toccano punte di 50 gradi sottozero i mongoli si sentono più a loro agio nella stagione invernale, dopo le difficoltà di una vita nomade nella stagione estiva con i lavori di routine e la cura del bestiame, l’inverno rappresenta il momento del meritato riposo.

I nomadi vivono nelle ger, le tradizionali tende bianche di feltro. La ger è la capanna ideale del nomade, una tenda mobile e flessibile; economica, calda ed accogliente, e rappresenta un’ottima protezione contro i venti gelati che si abbattono sulle steppe durante l’inverno.

Questo ambiente interno si mantiene fresco d’estate quando le temperature superano i 30 gradi e caldo d’inverno quando le temperature precipitano sotto lo zero. Nelle piane sconfinate dove la dimensione si perde, le ger sembrano come piccolissimi gusci bianchi, punti fra il mare verde ed il cielo, con l’ombra delle nuvole che corre tra il deserto e le steppe.

Vicino ci sono i cavalli, le pecore, le capre, un recinto, un carro, e poi gli animali in base alla zona che si sta attraversando cambiano come d’incanto: cammelli se si attraversa il Deserto del Gobi come sagome nere in fila sull’orizzonte e yak se si attraversano gli altopiani montuosi.
 





Tutte le Photogallery     
Bookmark and Share


Photogallery correlate:

Graffiti in città
Vision Berbère
Confine Paradiso
Atene: la forza della sapienza
Weekend Parigino
Una giornata a Tokyo
Donne in Iran
Donne in cammino
Incontri Birmani
Socotra: l'Isola che non c'era
Salentu 2007
Kosovo's Children
London Street Workers
Orgosolo
Ruanda






Cerca in FotoUp



Photogallery correlate:





Interviste

FotoUp | Witness Journal Antonio Politano, reporter turista viaggiatore
FotoUp | Witness Journal Intervista a Giulio Di Meo
FotoUp | Witness Journal Camere Oscure
FotoUp | Witness Journal Kash, tre anni dopo il rapimento
FotoUp | Witness Journal Steve McCurry, il fotografo dei colori
FotoUp | Witness Journal Missione natura
FotoUp | Witness Journal Fotoreporter
FotoUp | Witness Journal Intervista a Massimo Di Nonno
FotoUp | Witness Journal Intervista a Francesco Giusti
FotoUp | Witness Journal Intervista a Andrzej Dragan



Scatti d'Autore

FotoUp | Witness Journal Christoph Otto
FotoUp | Witness Journal Lorena Ros
FotoUp | Witness Journal Jim Richardson
FotoUp | Witness Journal Brent Stirton
FotoUp | Witness Journal Nic Dunlop
FotoUp | Witness Journal Giancolombo
FotoUp | Witness Journal Moises Saman
FotoUp | Witness Journal Tomas Munita
FotoUp | Witness Journal Alfredo d'Amato
FotoUp | Witness Journal Lorenzo Pesce

Agenda

FotoUp | Witness Journal Robert Doisneau
FotoUp | Witness Journal Digital Photography 2010
FotoUp | Witness Journal Diritto alla vista
FotoUp | Witness Journal Memorie di Carnia
FotoUp | Witness Journal Giovani Fotografi 2010
FotoUp | Witness Journal Arte Laguna 2010
FotoUp | Witness Journal La mano dell'uomo
FotoUp | Witness Journal Tre colori
FotoUp | Witness Journal 6° Nikon Forum Photo Contest
FotoUp | Witness Journal G-Technology