Tra leggenda, tradizione e fede San Calogero rappresenta il massimo legame tra Agrigento e le sue origini arabe e cristiane.
di Dario Gambino
"E chiamammu a cu n'aiuta, evviva San Calò" era quello che il popolo Agrigentino, durante la peste che imperversava in città, gridava al passaggio di San Calogero per le strade del centro storico dove il santo Nero raccoglieva il pane da portare agli ammalati.

"E chiamammu a cu n'aiuta, evviva San Calò" é quello che ancora oggi gridano i devoti durante le celebrazioni in suo onore, una moltitudine di gente che per una settimana, dalla prima alla seconda domenica di luglio, si lascia trasportare in un orgia di passione e devozione, dove il sentimento religioso e la suggestione dei suoni creano un connubio che cattura l’osservatore esterno trasformandolo in parte attiva del rito stesso.
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