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Un tuffo nel passato

A cavallo del torrente Belbo, in provincia di Asti, sorge il borgo di Canelli, noto a livello mondiale per la produzione vinicola. Meno nota è la manifestazione, giunta alla diciassettesima edizione, che ricostruisce l'assedio del 1613.


Davide Dolcini



Nel diciassettesimo secolo la città riuscì infatti a reggere un assedio perpetrato da parte dell'esercito di Carlo Gonzaga, durante la guerra di successione per il ducato di Monferrato. I cittadini e le guarnigioni militari riuscirono a respingere l'invasore riportando la vittoria dopo due giorni di combattimenti. L'assedio di Canelli è oggi una manifestazione che vede coinvolti più di 2000 figuranti, durante due giorni divisi tra ricostruzioni di battaglie e festeggiamenti.

Durante il primo giorno, dopo la fuga della popolazione dalle campagne, viene annunciato lo stato d'assedio e si combatte la prima battaglia nei prati che circondano il castello. La serata si conclude con la cena dell'assediato ed un incendio, scatenato dai Gonzaga ma subito domato dalla popolazione canellese. Il secondo giorno il nemico riesce a penetrare in città, ma si ritrova contro la stessa popolazione, che riesce a scacciare l'invasore, festeggiando la fine dell'assedio.

Non si tratta esclusivamente di una rievocazione storica: durante i due giorni di manifestazione il paese si anima di attività enogastronomiche, richiamando una grande quantità di visitatori. I visitatori stessi devono però sottostare alle regole dell'assedio: nella parte alta della città è necessario munirsi di un “tiletto” (un lasciapassare) che deve essere timbrato da tre posti di blocco; il rischio, per gli sprovveduti, è quello di trovarsi messi alla gogna!


 

Davide Dolcini

Archivio      set 7, 11:46