Action, l'associazione romana che si batte per il diritto alla casa ha duramente contestato le scelte del consiglio comunale in merito al Piano Casa appena approvato dalla giunta Capitolina.
di Stefano Pasini
1 Marzo 2010, Roma. Durante la discussione del piano, un gruppo di manifestanti ha tentato di irrompere nell’aula del Consiglio comunale: una protesta non autorizzata interrotta da poliziotti in borghese. La manifestazione è poi proseguita all'esterno del Campidoglio, mentre la cima del terzo anello del colosseo, venivano srotolati striscioni e montata anche una tenda.Una occupazione simbolica che proseguiva da diversi giorni.
In seguito è stato raggiunto un compromesso, fra l’amministrazione comunale e i movimenti, che prevede per giovedì 4 la votazione di un ordine del giorno che impegnerà la Giunta a realizzare un censimento sull’emergenza casa.
Il Piano Casa prevede 6000 alloggi Erp (edilizia residenziale pubblica) un aumento voluto attraverso un emendamento bipartisan che porta da 3000 a 6000 il numero di alloggi popolari da costruire nella Capitale. Questi alloggi saranno realizzati «in parte nelle nuove centralità del Piano regolatore, in parte sui Toponimi, in parte nelle aree di riserva».

Secondo il consigliere comunale Andrea Alzetta (Roma in action) «tutti i 3000 alloggi in più saranno costruiti nelle aree verdi di riserva e resta un grande punto interrogativo su chi finanzierà la realizzazione di questi alloggi». Respinto l'ordine del giorno a firma Alzetta con cui si chiedeva di elevare a 8500 il numero di alloggi popolari da realizzare nella Capitale. «Proponevo - spiega Alzetta - di realizzare Erp nelle caserme senza occupare nuovo agro romano».
Ma a Roma la situazione rimane incandescente anche sul fronte degli sfratti che sommata alla crisi economica pone serie domande ad amministratori e tecnici.Pochi giorni fa una coppia di anziani coniugi ha ri-occupato l’abitazione dalla quale erano stati sfrattati. L'uomo, 80 anni, pastore, ha in affitto anche un terreno dove tiene 20 pecore: «Non saprei dove portarle». Sul lungotevere Testaccio, invece, è stato notificato lo sfratto a una ragazza madre che ha occupato un alloggio Ater con la sua bambina. «Chiedo al sindaco - ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici del I Municipio, Yuri Trombetti - di intervenire con urgenza per trovare subito una soluzione che dia a questa famiglia legalità e sicurezza, attivandosi come è stato fatto per il caso Cintamani Puddu»
Fonte Repubblica.
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