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Profili di genti ai margini dellʼargine

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“ Vivono ai margini di città in costante processo globalizzante, in un mondo che sempre meno li tollera, viaggianti da un luogo ad un altro del pianeta, vivendo di espedienti e di mondana solitudine".
di Fabrizio Contino Gravantes

Creano comunità in luoghi fatiscenti o nelle zone degradate, consapevoli di essere una civiltà ai margini. Sotto un ponte o sulle sponde di un fiume, vivono un umanità fredda ed a volte cruda.
Eppure, tra quegli sguardi interrogativi e diffidenti ho trovato un momento di condivisione e di relazione.


Colui che finge di essere un disabile di giorno, nella notte mi sorride e mi racconta di sè. Nella notte, tutto perde quella patina di menzogna. Nella notte, le anime si raccontano, pur rimanendo ai margini.” Nel cuore di una fredda sera di dicembre, allʼapprossimarsi delle festività natalizie, un piccolo gruppo di Rom, che vive sotto uno dei ponti sulla riva dellʼAdige, verso i confini della città di Trento, si è radunato sotto il comune della città, per chiedere alla giunta comunale, un tetto per le prossime fredde notti invernali.


Con loro ci sono i ragazzi del CSO Bruno, che aiutano questa piccola comunità, nel cercare di ottenere quello di cui hanno urgente bisogno. Intorno, solo forze dellʼordine, a controllo di uno sparuto ed intirizzito gruppetto di Rom. Accolti dalla giunta comunale, attendono, avvolti dal calore delle sale, un accordo, una
soluzione alternativa al gelo. Si decide che saranno ospiti nellʼarea delle excaserme Bresciani per un periodo limitato. Un piccolo passo per un grande dono.

 

 

 

 

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Alla serata dʼingresso siamo tutti presenti. I ragazzi del centro sociale hanno portato cibo e qualcosa di caldo da bere, e qualche spumante. Il freddo è intenso. Nel Frattempo le
autorità che danno accesso allʼarea, spiegano loro, che potranno usufruire delle strutture soltanto per dormire, per il resto del giorno dovranno rimanere fuori. Gli sguardi son incerti, e perplessi.

Cosa farete? chiedo ad uno di loro- mi risponde che probabilmente torneranno sotto il ponte, li almeno, possono avere uno spazio e condurre un quotidiano vivere. - Al momento siamo qui, domani si vedrà. Si dà inizio ad una piccola festa, anche per dare un senso di umanità al gelo che ci circonda. Si beve per scaldarsi, si ride, ci si scambiano gli auguri. Questa gente non possiede nulla, se non la propria dignità.

Girovagando allʼinterno delle stanze, insieme ad una coppia di giovani sposi, ci si ritrova insieme a condividere un momento di ilarità, ma di profondo disagio. Tra queste fredde lamiere si cela il limite invalicabile di una civiltà ai margini, e tutto ciò
assume una spetto grottesco, quando, se con le proprie naturali necessità fisiologiche, si viene bloccati da un cartello con su scritto “ bagni inagibili”...


Comunque la notte prosegue fredda, ma accogliente, e qualcuno mi dice. Va bene così, e sempre stato così...





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