On the road
Diario per immagini di un viaggio “coast to coast” negli Stati Uniti sulle orme di Kerouac. Alla scoperta del mito americano della frontiera, tra paesaggi mozzafiato e lande desolate
di Alessandro Amorese
Un viaggio allo stesso tempo evocativo e avventuroso. Attraversando gli Stati Uniti sulle orme di Jack Kerouac, scopri che dietro le metropoli a stelle e strisce ancora oggi c'è un'America dove il tempo si è fermato, dove ogni cosa resta immobile, quasi cristallizzata. Come le strade che si perdono in una natura intatta da secoli e che non ha perso quel suo fascino selvaggio che l'ha resa famosa. Come la Route 66, la vera protagonista di questa storia che mi ha condotto da Chicago a Santa Monica, da una costa all'altra degli Stati Uniti.
Davanti a me scorrono decine e decine di istantanee, come in un film. Un flusso inarrestabile di immagini, un grande fiume di colori, di gente di tutti i tipi, di scorci magnifici e panorami che si perdono nell'infinito. E poi c'è davvero tutta l'iconografia della beat generation. L'insegna al neon del motel malfamato, fila di colorate cassette delle lettere e i drugstore con le loro architetture improbabili.
E poi ci sono le “Ghost town”, le città fantasma che si trovano disseminate lungo un po' tutta la Route 66 da quando nel 1985 la vecchia e gloriosa strada fu rimpiazzata dall'Interstate Highway System. Tante Radiator Springs (la cittadina dove si svolge il film Cars della Disney) fatte di case spettrali e stazioni di servizio abbandonate coperte da sabbia e polvere.
Al fascino di questo moderno far west fa da contorno una natura grandiosa. Le praterie senza fine fanno spazio al deserto, allo spettacolo unico della Monument Valley e del Gran Canyon. Qui, panorami unici al mondo offrono tramonti semplicemente incredibili.
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set 24, 04:07
