Una terra da riscoprire
Diario di un viaggio in Sicilia alla scoperta di una terra bellissima, sospesa nel tempo tra tradizioni antichissime, aree archeologiche, palazzi barocchi e una natura semplicemente meravigliosa
di Rosa Pugliese
Spesso si pensa al viaggio come a quel corredo di check-in, voli più o meno confortevoli e persone sconosciute sedute accanto a noi ma diretti in posti esotici e lontani dalla nostra cultura. Eppure non cìè bisogno di andare per forza lontano. Anche “viaggiare in casa” può essere sorprendente.
“Mari del sud”
La Sicilia è una terra che sorprende. Perché è un luogo caparbiamente aggrappato alle tradizioni, ma che cammina con le spalle al sole e il viso rivolto al futuro; un posto fragrante, fresco e dolce, proprio come le sue famose colazioni a base di brioche con granita e panna.
Come tutte le isole, il panorama cambia lungo la costa o sulle alture. La Sicilia non ti dà spiegazioni, ma le puoi cercare nel canto serale dei grilli, in quel sole caldo che fa di tutto per attirare la tua attenzione o nel mare che scintilla in superficie...
Tra i frammenti di questo viaggio ricordo Tindari, arroccata su un cucuzzolo fuori dal traffico diretto al mare. Ricordo il suo famoso santuario che domina un panorama che raccoglie i laghetti di Marinello, così blu da trasmettere una calma surreale ai turisti che si affacciano a guardarli dai muretti che li circondano. La storia dei laghetti si intreccia con una legenda che racconta di una bambina che cadde dal capo che domina gli specchi d'acqua e che si salvò miracolosamente: le acque infatti si ritirarono per lasciare posto alla sabbia bianca e soffice su cui atterrò sana e salva la piccola. "Ecco perché l'acqua è sempre così piatta..." racconta la gente del posto con il dito puntato verso quel blu davvero magico.
A Tindari ci sono anche le rovine di un piccolo teatro greco. Bellissime ma meno imponenti di quelle che si possono vedere a Siracusa. Nell'area archeologica della città si ha l'impressione di essere in Grecia, più che in Italia. Colonne maestose, resti di templi, ma anche un caldo intenso, la polvere sollevata da passi curiosi e lenti e, ovviamente, il mare in lontananza con il suo colore più intenso del cielo. Siracusa, e in particolare la zona del centro storico, Ortigia, è un incrocio d’arte greca, medievale, bizantina, barocco e rococò. Un luogo unico e bellissimo.
Nel mio peregrinare per la Sicilia arrivo infine anche a Taormina, che invece a ferragosto più che per la sua bellezza, ti stordisce soprattutto per il circo dei vip, veri e presunti, che fanno sfoggio di loro stessi in un contesto meraviglioso che certamente meriterebbe qualcosa di meglio del bagliore delle vetrine scintillanti di lusso e gioielli. A loro modo anch'esse folcloristiche, ma senza dubbio meno poetiche degli scorci che offre questa cittadina siciliana.
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ott 3, 17:59
