Cocullo è piccolo centro abruzzese a 900 metri sul livello del mare di circa 400 abitanti, situato ai confini tra la Valle Peligna e la Marsica. Ogni primo giovedì di maggio si celebra la Festa di San Domenico di Sora Abate.
di Riccardo Cigno
In questo giorno Cocullo viene invaso da migliaia di persone: fedeli in pellegrinaggio, semplici visitatori, studiosi di antropologia, fotografi, cineamatori, operatori televisivi, da ogni parte d’Italia e dall’estero.
La religiosità si manifesta in modo particolare con l’offerta di serpi (colubri, lattari, biscie, ecc.). al protettore San Domenico Abate, incoronato dai "Serpari" per la processione nelle strade del paese.
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Mentre i fedeli fanno la fila per raccogliere da dietro l’altare pietrisco da spargere intorno alle case a protezione dalle serpi, dinanzi ala statua si radunano i pellegrini di Atina per la partenza al suono di zampogna e ciaramella: «Addio San Domenico/ noi siamo di partenza/ e dacci la licenza,/ la santa benedizion...», ripetuto più volte mentre con il viso rivolto al Santo si cammina all’indietro in un lento salmodiare. Mentre si spegne il canto lungo il sentiero che porta fuori dal paese, la festa finisce, anche se poi ci saranno concerti, le giostre, le bancarelle prese d’assalto fino a sera.
Dopo una collettiva colazione sull’erba i pellegrini ripartiranno dandosi l’appuntamento all’anno che viene.Fino a non molti anni fa le serpi venivano "sacrificate" nel piazzale della Chiesa di San Domenico, ma un diverso spirito religioso e civile vuole che ora siano liberate nelle stesse montagne dove sono state catturate.
Il rito ha tradizioni antichissime, addirittura pre-romane, e si è mantenuto attraverso i secoli grazie alla devozione per San Domenico Abate di cui la Ciociaria è tuttora capofila.
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