Lewa Wildlife Conservancy
Come trasformare un allevamento ai piedi del monte Kenya in una immensa area dove proteggere con successo rinoceronti, licaoni e zebre di Grevy. Un progetto modello che per vincere ha bisogno del sostegno di tutti, anche del vostro
Testo a cura della redazione
Fotografie di Amedeo Novelli
La storia del Lewa Wildlife Conservancy è una di quelle che dà qualcosa di più di una speranza a coloro che hanno a cuore l'Africa, i suoi abitanti e la sua natura. Quello che è oggi un parco modello costituito sulla base di una organizzazione no-profit, è stato a lungo la causa di molti dei mali cui ora pone rimedio. Così come in molte altre parti dell'Africa coloniale, nei primi del 900 molti allevatori europei presero possesso di ampie zone di terreno da destinare a pascolo, espropriandolo di fatto sia agli abitanti originali, sia alla fauna. Non è un caso che da queste parti i grandi felini, leoni in primis, siano merce relativamente rara, almeno se si escludono le pareti o i pavimenti delle club house delle varie fattorie che si estendono alle pendici del monte Kenya. Ma il caso dei predatori non è che uno dei tanti. Elefanti ed altri erbivori sono stati sterminati perché considerati una minaccia per i pascoli, piuttosto che per il piacere del safari, della caccia sportiva. Dopo anni di apparente indifferenza verso i problemi ambientali ed ecologici, ma anche verso le condizioni delle popolazioni delle tribù locali, da un po' di tempo le cose sono finalmente cambiate e il caso del Lewa Wildlife Conservancy ne è un esempio lampante.
Il santuario dei rinoceronti
L'animale simbolo del Lewa Wildlife Conservancy è il rinoceronte, che qui ha trovato una delle ultime possibilità di salvezza. I numeri, ahimé, sono da brivido, meno di un centianio di esemplari, ma il numero complessivo della popolazione africana è tale da rendere questo parco un elemento cruciale per il futuro della specie. All'interno di questo parco, che è recintato lungo tutto il suo perimetro e controllato da oltre 150 ranger armati, di fatto i rinoceronti bianchi e neri sono allevati e protetti all'interno di un habitat perfetto, come confermato dal trend positivo della popolazione. Una speranza, quella legata al futuro degli animali, e tante certezze per le tribù Masai che abitano dentro o nei pressi del parco. L'area protetta ha infatti generato un aumento dei posti di lavoro per la popolazione locale, e un generale miglioramento delle condizioni economiche grazie al coinvolgimento attivo della popolazione nel progetto e nel suo indotto.
Allevamento costoso
Per finanziare le proprie attività il Lewa Wildlife Conservancy ha un articolato programma online che tra le altre cose prevede anche un programma di adozioni a distanza dei rinocernti che però ha prezzi fuori della portata dei più. Basandosi sul calcolo del costo reale del mantenimento annuale di ciascun rinoceronte, per l'adozione di uno degli animali che vivono nel parco è richiesta una donazione di ben 8.000 dollari. Qualcosa di più della buona azione natalizia, ma che comunque rende l'idea del costo della “conservazione”. Chi vuole comunque dare il suo contributo, può farlo anche con molto meno, per esempio investendo 20 dollari (poco più di 13 euro) per finanziare l'acquisto dei banchi per le scuole nate su iniziativa del Lewa Wildlife Conservancy. Ecco il link alla pagina delle donazioni del sito del parco kenyano.
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nov 20, 04:19
