E i profondi segreti dell’Ombra sembrano aver catturato l’arte di Flavio Gallozzi che con straordinaria capacità di sintesi esprime nelle sue fotografie di grande formato, tutta l’eleganza di una gestualità e di una cultura, quella giapponese, declamata “per sottrazione”, di toni, di azioni, di tonalità non solo emotive
di Flavio Gallozzi
testo di Dora Giannetti
"Mi meraviglia la dimestichezza che i Giapponesi hanno con i segreti dell’ombra. Con quanta raffinatezza sono state distribuite luce e oscurità…Conoscevano i segreti dell’ombra…La spoglia eleganza delle stanze giapponesi è fondata per intero, sulle infinite gradazioni del buio"
(da “Libro d’Ombra” di Tanizaki Junichiro)
Il delicato racconto in bianco e nero del fotografo Flavio Gallozzi, professionista a livello internazionale sedotto dal Giappone e dalla sua filosofia più che da ogni altro luogo, forse proprio per vicine assonanze con il suo modo di sentire le emozioni. Emozioni che sulla carta fotografica, resa appositamente materica e tessile quasi a suggerire la lievità resistente di un tessuto, si traducono in immagini rarefatte in cui bianchi e neri sono così densi di toni e sfumature da sottrarre forza al colore e in cui la movenza raffinata del gesto nobilita l’assenza di un viso, un corpo, un aneddoto.
Le sue incursioni nel panorama tradizionale orientale non sono solo il frutto di un intento documentaristico: il costruttore di spade, l’attore di teatro NO, il calligrafo sono emblemi della ricerca del sé attraverso il gesto quotidiano assurto a forma d’arte.
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E’ l’arte della sottrazione di cui la filosofia giapponese impregna ogni stile di vita e che è particolarmente condivisa da Gallozzi, artista completo che nella vita professionale riesce nella difficile arte di coniugare la poesia e il tratto leggero tipico delle sue esplorazioni interiori con l’alta tecnologia e l’esperienza digitale necessarie alla realizzazione di immagini di altissima qualità pervase da colori saturi e tonanti per moda e pubblicità. Le immagini presentate sono una sintesi fotografica dell’arte fotografica di Flavio Gallozzi e, al tempo stesso, della peculiarità di un popolo che da sempre suddivide il mondo e il pensiero in due contrapposizioni, yin e yang, i due opposti, il pieno e il vuoto, la luce e l’ombra. Il lavoro di Flavio Gallozzi si pone in quest’ottica, calibrando la forza espressiva del bianco e nero, alternando pieni e vuoti, silenzi e composizioni più complesse che conferiscono un tono poetico all’immagine.
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