L'ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia vista attraverso le immagini di Valerio Porcelli. Un breve scorcio sul dietro le quinte, sui fan in attesa ai bordi delle passerelle, sul lavoro di chi si occupa che il programma scorra via secondo previsioni...
Di Valerio Porcelli
Mi chiedo come si possa aspettare delle ore, magari sotto la pioggia, in uno stato di semi immobilità per strappare un autografo alla celebrità di turno, una foto al cellulare o semplicemente osannarla. Mi chiedo come si possa fare tutto ciò, per un probabile ma nemmeno certo attimo di attenzione, un sorriso tanto fugace quanto di maniera. 
Per fortuna però, alla Mostra di Venezia non esistono solo le star ma bensì tutto uno stuolo di persone che lavora per il normale svolgimento della manifestazione. Cosi c'è che pulisce la passerella rossa in attesa dei divi. Operai edili che costruiscono una struttura, sede delle feste super esclusive dei vip, nei pressi di un lido popolato solo da sdraio e cabine malinconicamente vuote.
Poi cÂ’è il pubblico in fila alla biglietteria, il pubblico seccato perché gli tocca vedere il proprio beniamino attraverso un “maxischermo” e non di persona come aveva invece sperato di fare. La stampa di tutto il mondo che corre da una conferenza all'altra, inseguendo attori e registi. Coreografiche speaker nipponiche e cameraman consumati dal tour de force veneziano. E poi ci sono gli immancabili stand con libri, cartoline e gadget vari, nonché una serie di bar con tavolini all'aperto ed ombrelloni dove decine di cinefili e addetti ai lavori si danno il cambio senza sosta per la felicità di cuochi con lo sguardo ormai perso nel vuoto.
Critica in diretta
Improvvisate bacheche permettono a chiunque di lasciare un commento. Ne leggo qualcuno e mi sembra che non siano tutti “teneri”, anzi, sono molti quelli che criticano una mostra che sembra aver perso parte di quei valori che l'hanno resa una delle più importanti al mondo.
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