Le immagini di una festa popolare andalusa dalle origini antichissime. Un appuntamento unico nel suo genere che si ripete ogni anno nei pressi di Granada
di Matteo Angelini
Da un episodio che risale al 1100 è nata una festa popolare che ogni anno da agosto a settembre coinvolge due piccole cittadine andaluse nei pressi di Granada, Baza e Guadix, attirando l'attenzione di un gran numero di turisti. Si tratta della Cascamorras, uno spettacolo unico con protagonisti gli abitanti della zona che sfrecciano per le strade della città a torso nudo e quasi completamente coperti di vernice nera.
Una storia antica
Tutto ha inizio quando nei primi anni del 1100 sotto le rovine di una chiesa viene trovata una reliquia di una madonna "parlante" che viene subito contesa tra i governanti di Baza e Guadix, ambedue intenzionati a farne sfoggio all'interno della propria città. La tradizione andalusa narra che durante un incontro per sanare la disputa, un buffone di corte della delegazione di Guadix provò a entrare nella cattedrale di Baza per rubare l'immagine sacra e portarla via. Colto in flagrante, il buffone, detto el Cascamorras se la vide davvero brutta e per salvarsi corse per le vie di Baza cercando di evitare la ritorsione degli abitanti di Baza che lo coprirono con tutto ciò che avevano a portata di mano: dall'olio usato alla vernice.
Una festa che dura da mezzo secolo
Da ormai 50 anni nella città di Baza il 6 di settembre si rievoca questo fatto storico con una festa tra le più incredibili nella ricca tradizione spagnola. A colui che interpreta il ruolo del Cascamorras tocca un compito pressochè impossibile: rubare l'icona sacra evitando di farsi prendere dal tiro di vernice e pece. Fin dal momento del via, ossia dell'inizio della sua corsa verso la cattedrale il “povero” cascamorras è inseguito da una folla armata di pittura nera e pece. La scena che si presenta è a dir poco suggestivo con un'orda di persona che corrono, urlano, si spingono e finiscono per lasciare letteralmente una scia nera lungo il loro passaggio. Dimenticarsi di coprire le facciate delle case ha come risultato certo la necessità di doverle ridipingere di li a poco. Alla fine della corsa, sui muri restano un po' ovunque impronte di mani, veri e propri disegni o semplici “graffiti” creati dal passaggio dei corpi coperti di vernice nera. Giunti davanti alla cattedrale il rito si conclude tra canti e urla prima che la festa volga definitivamente al termine.
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