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Due cuori e un budget
Il resoconto di 4 ore passate tra gli stand di MilanoSposi 2008. Abiti per tutti i gusti, limousine, degustazioni, bomboniere, agenzie di viaggi e fotografi. Per un matrimonio “perfetto” in 15 minuti
di Pietro Marocco
A voler descrivere MilanoSposi si rischia per passare per snob. Chi ci entra pensando a una fiera del settore, con il meglio del “made in italy” in fatto di fiori d'arancio in vetrina, si sbaglia. Fin dall'arrivo nel parcheggio del Forum di Assago, si capisce che l'aria che tira non è quella di una fiera “business”. Davanti a una Ferrari F430 rossa, un gruppo di ragazzi fa volantinaggio: chi sogna di sgommar via dal sagrato della chiesa come Michael Schumacher dopo un pit stop può farlo ma deve mettere in conto qualche migliaio di euro di spesa. MilanoSposi, è una fiera “consumer”, ossia rivolta al cosiddetto utente finale, in questo caso coppie di futuri sposini. Anche per questo da un primo giro negli stand, capisci subito che ha un forte connotato “locale”.
Dalla A alla Z
Come in una sorta di catena di montaggio, lungo il percorso espositivo di MilanoSposi si può definire ogni dettaglio di un matrimonio. Dagli abiti alle bomboniere, dal viaggio di nozze al ricevimento. Tra gli stand a intervalli regolari riecheggiano perfino le note di musicisti e orchestrali che propongono programmi di accompagnamento musicale per i ricevimenti. La gente si ferma, ascolta e contratta. E' così in tutti gli stand dove signore eleganti spiegano le finiture dei vestiti o la lavorazione artigianale delle bomboniere, mentre giovani coppie degustano salumi e vini finendo di compilare il proprio menu di nozze. Gli stand più affollati sono quelli dei colleghi che si occupano di realizzare un vero e proprio reportage fotografico del giorno di nozze. Gli account spiegano ai futuri sposi i vari servizi e i relativi costi, sfogliando album grandi quanto l'Atlante del Touring Club Italiano e rifiniti in mille modi diversi.
Appuntamento storico
Ventinove edizioni non si fanno per caso e dunque MilanoSposi, oltre che un suo pubblico ha anche un suo perché per gli operatori del settore che investono ogni anno per avere uno spazio espositivo all'interno della manifestazione. Nonostante ciò l'impressione che ne ricava il visitatore “disinteressato” è quella di un grande circo, senza dubbio pratico, forse anche conveniente, ma decisamente lontano dall'immagine romantica del matrimonio. Ai miei occhi tutto questo sembra addirittura un po' triste, ma le facce sorridenti delle coppie che si aggirano tra gli stand con in mano depliant e listini, sembrano darmi torto. Chi vuole farsi un sua idea ha tempo anche il prossimo week-end. Dalle 10 alle 21.
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gen 20, 05:21
