Photogallery
Sony World Photography Awards 2008
Newroz
Ruanda
Virtuosismo Strumentale
Marocco
Il deserto di Atacama
La Maratona di Roma 2008
Animalisti in piazza
Atene: la forza della sapienza
Ramadan a Palermo
Il Flamenco in pantaloni
Socotra: l'Isola che non c'era
"Bandura: la Palestina in Libano"
Rajasthan, terra di contraddizioni
Egitto negletto
Dubai Offshore
London New Year's Day Parade
Il Cimitero di Guerra di Minturno
Tra storia e feticismo
Sportivi, ma sul serio
100 Vele per Telethon 2007
Un paese fantasma
Autunno andaluso
Spazi di follia
Due cuori e un budget
Umbria, un percorso di fede
El Cascamorras
Lisboa, terra do Fado
La terra degli uomini
Lisboa, entre pasado e futuro
Photogallery
Il Cimitero di Guerra di Minturno
Un viaggio nella memoria, in un luogo dove il silenzio regna sovrano. Il Cimitero di Guerra di Minturno accoglie le salme di oltre 2mila britannici caduti, nella Seconda Guerra Mondiale, durante la battaglia del Garigliano nel gennaio 1944 e sulla linea Gustav nell’inverno 1943-1944
Fotografie di Nicola Pimpinella
Testo di Angela Pecoraio Martucci
Un viaggio nella memoria, in un luogo dove il silenzio regna sovrano. Il Cimitero di Guerra di Minturno accoglie le salme di oltre 2mila britannici caduti, nella Seconda Guerra Mondiale, durante la battaglia del Garigliano nel gennaio 1944 e sulla linea Gustav nell’inverno 1943-1944.
Il Cimitero di Guerra di Minturno, in provincia di Latina, si trova nelle vicinanze della linea Gustav, all’estremità occidentale delle posizioni difensive dell’esercito tedesco nell’inverno 1943-44.
Le tombe presenti appartengono, per lo più, ai soldati inglesi caduti durante gli strenui combattimenti avvenuti nel gennaio del 1944.
Un reportage che sottende non tanto la celebrazione dell’eroicità di questi soldati quanto la commemorazione di tante, spesso giovani vite, che si sono spente lungo le sponde del fiume Garigliano per colpa di quel prodotto della brutalità umana chiamato guerra.
Il silenzio, qui, è il vero protagonista. Avvolge in modo catartico ogni cosa e diviene un elemento sin troppo tangibile laddove lo sguardo ben presto risulta spaurito e si smarrisce nell’osservare la numerosità delle tombe, 2049 per la precisione.
Le lastre bianche si ergono, come esili steli, tutte uguali, e raccontano storie. Storie diverse ma accomunate dalla stesso tragico destino, storie di soldati, storie di vincitori o vinti, storie di giovani vite stroncate.
Archivio
feb 1, 17:43
