Photogallery
Sony World Photography Awards 2008
Newroz
Ruanda
Virtuosismo Strumentale
Marocco
Il deserto di Atacama
La Maratona di Roma 2008
Animalisti in piazza
Atene: la forza della sapienza
Ramadan a Palermo
Il Flamenco in pantaloni
Socotra: l'Isola che non c'era
"Bandura: la Palestina in Libano"
Rajasthan, terra di contraddizioni
Egitto negletto
Dubai Offshore
London New Year's Day Parade
Il Cimitero di Guerra di Minturno
Tra storia e feticismo
Sportivi, ma sul serio
100 Vele per Telethon 2007
Un paese fantasma
Autunno andaluso
Spazi di follia
Due cuori e un budget
Umbria, un percorso di fede
El Cascamorras
Lisboa, terra do Fado
La terra degli uomini
Lisboa, entre pasado e futuro
Photogallery
Egitto negletto
Un interessante reportage sull’altra faccia del Cairo, quella aliena a un turismo mordi-e-fuggi. Immagini che rivelano come sia sufficiente darsi il tempo di camminare per i quartieri per scoprire case, vie, moschee, persone che giocano al bar. In una parola: la città e il suo voltodi Ivan Ferrari
L’Egitto evoca spesso immagini mitiche d’antico splendore, una terra fertile, culla della civiltà. Il Paese “reale” invece è vivo, chiassoso, e profondamente musulmano. Il Cairo, “La Vittoriosa” in arabo, piegata sotto il peso di venti milioni di abitanti assume in sé le molteplici forme di una società complessa, molto spesso negletta per i visitatori che normalmente seguono percorsi brevi e predefiniti per poi transumare verso località più amene. Pochi i contatti con la gente, scarsi i momenti di scambio. La scoperta di questa città rappresenta invece un’esperienza forte ed insieme spossante. Luci, sguardi intensi, il canto del muezzin che interrompe un pensiero, l’aria pesante e inquinata, il caos la polvere la sabbia la povertà, i sorrisi e la rassegnazione, la calma e la voglia di riscatto. Una realtà proteiforme che sembra coinvolta in un rimestìo senza tempo.
Dell’islam, così come lo si conosce in Europa, non si trova quasi traccia. Qui, non si trovano segni dell’odio che spesso si legge sui quotidiani e che contrapporrebbe musulmani e cristiani. La società è sicuramente lacerata, ma le cause non sono certamente da ricercare in un ideale scontro di civiltà. La gente ha più prosaicamente fame, ha bisogno di alloggi, ha bisogno di lavoro. Al Cairo come altrove, anche se l’Egitto si esaspera nella capitale.
Archivio
feb 14, 00:58
