Addio sergente
Le immagini dell'ultima rappresentazione del Sergente di Marco Paolini durante il raduno nazionale degli Alpini a Bassano del grappa. Un omaggio a Mario Rigoni Stern scomparso in questi giorni
Testi a cura della redazione
Fotografie di Matteo Dones, Amedeo Novelli e Anna Visini
Ieri ad Asiago, nel vicentino, si sono tenuti i funerali di Mario Rigoni Stern alla presenza di pochi amici e parenti, rispettando l'ultimo desiderio dello scrittore. Classe 1921, Mario Rigoni Stern è conosciuto al grande pubblico soprattutto per aver scritto "Il sergente nella neve" (premio Bancarellino 1963), opera autobiografica in cui narrava l'epopea della campagna di Russia, di cui fu uno dei pochi sopravvissuti. Alpino della divisione Tridentina, decorato con la medaglia d'argento al valor militare, Mario Rigoni Stern tornò nella sua Asiago a piedi dopo due anni di prigionia passati nei lager tedeschi in Prussia.
Sposatosi nel 1946 con la moglie Anna, da cui ha avuto tre figli ha lavorato fino al 1970 al catasto di Asiago prima di dedicarsi esclusivamente alla carriera di scrittore, iniziata grazie a Elio Vittorini che nel 1953 lo convinse a pubblicare quella che sarebbe poi diventata l'opera di maggior successo “Il sergente nella neve” (Einaudi), e cui seguirono "Il bosco degli urogalli" (1962), "Ritorno sul Don" (1973), "La Storia di Tonle"(1978, premio Campiello e Bagutta), "L'anno della vittoria"(1985) e "Le stagioni di Giacomo" (1995, premio Grinzane Cavour).
Nel 1999 inizia una collaborazione con Marco Paolini, con cui lavora alla realizzazione di un film-dialogo diretto da Carlo Mazzacurati e Paolini stesso, "Ritratti: Mario Rigoni Stern". Successivamente collabora anche per la realizzazione dello spettacolo teatrale di Marco Paolini “il sergente”, ispirato proprio al libro scritto nel 1953.
A proposito del senso della vita era solito ripetere: “Il momento culminante della mia vita non è quando ho vinto premi letterari, o ho scritto libri, ma quando sono partito da qui sul Don con 70 alpini, e sono riuscito a sganciarmi dal mio caposaldo senza perdere un uomo, e riuscire a partire dalla prima linea organizzando lo sganciamento, quello è stato il capolavoro della mia vita”.
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giu 18, 15:45

