Paola Fontana lo ha intervistato recentemente per FotoUp. Universalmente conosciuto come “il fotografo delle Polaroid”, Maurizio Galimberti da tempo non si considera un fotografo, laddove fotografo è colui che documenta e riproduce la realtà così come gli passa sotto gli occhi.
Gli piace definirsi “pittore”, uno che utilizza la fotografia per esprimersi, per raccontare delle emozioni, permettendo che le immagini lascino sempre una porta socchiusa all’immaginazione di chi ne usufruisce. Per fare questo, scoperta la Polaroid, non l’ha più abbandonata e la ritiene un mezzo formidabile di libertà creativa.
La Polaroid accompagna Galimberti lungo tutto il suo percorso evolutivo, che parte dalla singola immagine per arrivare al Mosaico Fotografico, prima di persone e poi di edifici e di architetture particolarmente simbolici di diverse città europee. Un artista in costante evoluzione, insomma, che ci lascia però un po’ perplessi davanti a un rigido rifiuto del digitale.
www.mauriziogalimberti.it
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