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P H O T O * M O V E M E N T   

Test anteprima – Sony Alpha 900

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La due giorni scozzese organizzata da Sony per presentare alla stampa specializzata la sua prima reflex “professionale” si è aperta con una grande novità. Non si tratta di una caratteristica tecnica rimasta segreta fino all'ultimo ma bensì del posizionamento e della “definizione” scelta dall'azienda nipponica per la Alpha 900. A detta dei responsabili Sony, non siamo infatti di fronte alla prima reflex professionale della famiglia Alpha, ma a quella che non senza qualche iniziale perplessità, viene classificata come “macchina semiprofessionale, adatta anche ai professionisti ma pensata soprattutto per chi vuole avere il meglio per la propria passione”. Un po' come aveva fatto Nikon per le sue D50 e D40, che di fatto si era inventata una fascia “super consumer” puntando molto sul fattore prezzo, così Sony cerca di aprirsi un varco nell'estremo opposto del mercato, proponendo una reflex che ha per certi versi caratteristiche addirittura superiori ai modelli professionali di Canon e Nikon, ma a un livello di prezzi inferiore. Un'operazione “intelligente” ma che probabilmente è figlia anche di considerazioni di diverso tenore. Ci riferiamo per esempio a qualche “limite” tecnico (almeno stando alle nostre prime impressioni) ma anche e soprattutto alla consapevolezza di non poter ancora offrire al pubblico dei professionisti lo stesso livello di supporto e assistenza garantito dalla concorrenza. Un fattore questo che trascende dagli aspetti tecnici ma che è di vitale importanza per chi di mestiere fa il fotografo.

Detto che, specie in Italia, non sono molti i professionisti “targati” Canon e Nikon a usare sempre e soltanto i corpi macchina professionali, Sony ha deciso di investire molto sul fattore prezzo offrendo la Alpha 900 a un costo ufficiale di 2.900 euro IVA inclusa: decisamente meno delle full frame al top della gamma professionale Canon (EOS 1Ds, circa 8.000 euro) e Nikon (D3, circa 4.500 euro) e un po' di più dei modelli per così dire prosumer, ossia EOS 5D (in media poco meno di 2.000 euro) e D700 (2.400 euro circa).

 

Sony Alpha 900
 

 


 

Alta risoluzione

A meno di 3.000 euro, che per un appassionato è comunque una cifra a dir poco importante, la Sony Alpha 900 offre il sensore full frame CMOS con la risoluzione più alta del mercato e pari esattamente al doppio di quella garantita dalla fascia “prosumer” Canon e Nikon, ossia da 5D e D700. Anche se i megapixel di per sé non sono tutto, poter contare su un sensore da 24,6 significa comunque garantirsi una buona dote in termini di qualità dell'immagine, nonché ampi margini di cropping per i lavori in postproduzione, due condizioni piuttosto importanti in ambito professionale. Come già visto ieri, Sony intorno a questo sensore ha costruito una macchina che offre caratteristiche tecniche decisamente interessanti anche per quanto riguarda un po' tutti gli altri elementi chiave di una reflex con la sola eccezione dell'autofocus, che può contare su un numero di elementi inferiore a quello della concorrenza, di un più ridotto range di sensibilità ISO supportate e di un corpo macchina privo di tropicalizzazione.

 

Prova scozzese

Visto che anche in fotografia le schede tecniche contano poco e che l'unica cosa veramente importante è il “mondo reale”, Sony per il secondo giorno di conferenza ha organizzato un primo “hands on” tra gli altopiani scozzesi, le famose Highlands. Non un test vero e proprio ma una sorta di giro di prova per toccare con mano le potenzialità della Alpha 900. Tre ore di tempo in totale, utili a fornire una prima serie di riscontri alle scelte effettuate dagli sviluppatori Sony.

 

Corpo macchina

Il design è quello un po' retro ereditato dalle Minolta: forme piuttosto squadrate ma ergonomiche grazie anche a una corretta disposizione dei comandi principali che si memorizza piuttosto facilmente e permette per questo di imparare rapidamente a gestire le impostazioni della macchina. Il corpo macchina è piuttosto piccolo anche perché sprovvisto di impugnatura verticale, disponibile solo sotto forma di optional. Lo chassis non è tropicalizzato (sebbene nei punti chiave siano stati adottati accorgimenti speciali capaci di “isolare” la macchina da polvere e umidità) ma è interamente realizzato in lega di magnesio per un peso complessivo tra i più bassi della categoria. Questa caratteristica si rivela decisamente vantaggiosa quanto alla facilità di trasporto, ma offre anche qualche risvolto negativo. Specie utilizzando gli obiettivi Carl Zeiss, eccellenti ma non certo leggeri, la macchina tende a risultare spesso sbilanciata in avanti, costringendo il fotografo a usare molto di più il braccio sinistro che di fatto si sobbarca buona parte del lavoro. Non convince troppo nemmeno la scelta di optare per un piccolo schermo a cristalli liquidi posto sul lato superiore della macchina che riporta solo tempi e diaframmi: per conoscere tutte le altre impostazioni occorre infatti accendere il display LCD posteriore. Come per le altre Alpha, la regolazione della modalità dell'autofocus (singolo o continuo) è gestita per mezzo di un selettore posto al di sotto dell'attacco dell'obiettivo: una soluzione che a nostro avviso risulta meno pratica di quelle adottate da Canon e Nikon.

Davvero ottimo invece il mirino che è senza dubbio tra i migliori in circolazione con una copertura pari al 100 percento dell'inquadratura e davvero molto luminoso. Un discorso che vale anche per la qualità del display LCD che rende giustizia in 3 pollici di diagonale agli oltre 24 milioni di pixel del sensore CMOS di nuova generazione.

 

Autofocus e stabilizzatore

Il sistema AF si basa su un disegno nuovo e su 9 punti di lettura cui si affiancano altri dieci punti di “assistenza”. Sebbene il contesto fotografico (paesaggi) non fosse il massimo per metterne alla prova le qualità, l'impressione che ne abbiamo ricavato è decisamente positiva anche se va detto che almeno sotto questo aspetto, Canon e Nikon sembrano avere dalla loro ancora un certo vantaggio. Piace il sistema di selezione e controllo dei punti di messa a fuoco che, una volta presa la mano, permette di selezionare rapidamente uno dei nove punti AF.

Le buche degli sterrati scozzesi e le sospensioni dei Land Rover hanno invece costituito un buon banco di prova anche per il sistema di stabilizzazione del sensore di nuova concezione adottato dalla Alpha 900. Detto che si tratta solo di una prima impressione, anche in condizioni critiche, ossia lavorando su tempi piuttosto lunghi il sistema Super Steady Shot si è ben comportato, azzerando o quasi il rischio di mossi.

 

Batteria

Sebbene il beneficio del dubbio debba essere concesso sia per l'esiguo tempo a disposizione per il test, sia per il fatto che si trattava delle primissime unità di produzione, la durata della batteria si è rivelata inferiore al dato dichiarato di 880 scatti per carica. Stando a quanto indicato dalla macchina a nostra disposizione in circa tre ore di utilizzo (non continuativo) per un totale di 130 immagini JPG “stabilizzate” (a 400 e 800 ISO) è stato consumato quasi il 50% della batteria. A contribuire a questo risultato potrebbero concorrere più fattori: la scelta di optare per una batteria “normale” e non per un modello extra large come quello adottato dalla Canon EOS 1DS e dalla Nikon D3; l'utilizzo di un display ad alta risoluzione che è chiamato in causa non solo in fase di riproduzione, ma anche in fase di scatto e gestione delle impostazioni: infine, l'impiego di un sensore full frame da 24 mp e la conseguente necessità di ricorrere a un doppio processore di immagine BIONZ. La presenza di un sistema di stabilizzazione del sensore, inoltre, non concorre certamente a migliorare la situazione.

 

Impressioni generali

Abbiamo testato la Alpha 900 utilizzando due diverse ottiche: il 50mm 1.4 (che gli utenti Minolta conoscono bene) e il Carl Zeiss 24-70mm che fa parte degli obiettivi per così dire di derivazione Sony. Per scelta e per necessità dettate dalla clima piovoso, abbiamo inoltre lavorato sempre a 400 e 800 ISO equivalenti, utilizzando la Alpha 900 in manuale e senza attivare nessuna delle funzioni di ottimizzazione delle immagini studiate da Sony. Come risultato abbiamo ottenuto immagini con un elevato livello di dettagli, caratterizzate da una leggerissima tendenza alla sovraesposizione (anche in questo caso coerentemente alla tradizione Minolta) e con un livello di rumore decisamente basso, sebbene non sia stato possibile effettuare alcuna prova specifica in tal senso. Il mirino davvero ottimo e luminoso permette inquadrature perfette e la qualità del file riflette positivamente l'elevata risoluzione del sensore. Buona anche la velocità dello scatto continuo, che raggiunge i 5 fotogrammi al secondo grazie soprattutto al ricorso al doppio processore di immagine, così come già fatto da Canon per le sue Mark III. Nulla possiamo invece dire rispetto ai RAW, dal momento che il firmware utilizzato non era ancora definitivo in tal senso.

 

Prime sensazioni

La Sony Alpha 900 ha tutte le carte in regola per non sfigurare e guadagnarsi un posto al sole nella fascia alta di mercato. Questa macchina rappresenta inoltre anche un'ottima base di partenza per lo sviluppo delle prossime generazioni dal momento che può contare su un pacchetto tecnico perfezionabile ma già competitivo. Alla luce di questo primo rapido test, l'idea di posizionare la Alpha 900 nel segmento prosumer, seppur di fascia alta, appare assolutamente corretta sebbene un sensore da 24 mp possa far credere cose diverse. Per competere nel mercato professionale occorrerà infatti aggiungere altri elementi a un progetto di partenza che sembra davvero valido. Come full frame prosumer, invece, la Alpha 900 è già in grado di dire la sua e dare del filo da torcere ai più blasonati concorrenti. A fronte di qualche limite di gioventù, la Alpha 900 mette in campo una risoluzione doppia rispetto ai concorrenti e la cosa di per sé non è affatto irrilevante. Visto che le distanze tra le soluzioni Sony, Canon e Nikon almeno a prima vista non sembrano dunque così abissali, prima di trarre considerazioni conclusive è però opportuno aspettare l'arrivo di un corpo macchina in redazione nonché la realizzazione di un test completo e non soltanto di una breve prova su strada. Nel frattempo potete però farvi un'idea delle capacità della nuova Alpha 900, sia guardando la photogallery realizzata in Scozia, sia scaricando uno dei 4 file JPG originali che abbiamo preparato per voi.

 

Fai clic sui nomi per scaricare i file JPG originali:

 

Immagine 01 (11 MB)

Immagine 02 (10 MB)

Immagine 03 (8 MB)

Immagine 04 (11 MB)


 

 



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