Dopo averne sentito parlare online, ce lo siamo procurato e lo abbiamo messo alla prova. Che cosa? Il Ray Flash, l'originale adattatore che trasforma un flash normale in un “ring”. O quasi
di Amedeo Novelli
Il ring flash è spesso un sogno proibito per molti fotografi. Non ci riferiamo tanto ai modelli per la macrofotografia o gli still-life, ma soprattutto alle unità utilizzate per realizzare ritratti e più in generale scatti assimilabili ai generi fashion, glamour e beauty, che sono buona parte di un certo tipo di fotografia commerciale ed editoriale, specie nel paese del “made in Italy”. Come al solito il motivo per cui si parla di sogno proibito non riguarda le difficoltà tecniche connesse all'uso di uno di questi flash, quanto il loro costo, in media piuttosto elevato. Se parliamo di “esterni”, intendendo con questo termine qualsiasi location di scatto al di fuori di uno studio fotografico, i ring flash possono avere problemi anche in termini di alimentazione e di conseguenza di trasportabilità, specie considerando che un normale contratto da 3 kilowatt potrebbe non essere sufficiente. Visto che però l'effetto che questo tipo di flash produce è una tentazione cui è spesso difficile resistere, su Internet, oltre che dettagliate istruzioni fai-da-te per costruirsi ring flash artigianali, sono comparsi anche i primi interessanti prototipi di adattatori capaci di trasformare la luce di un normale flash in quella tipica di un ring.
Il Ray Flash che abbiamo testato corrisponde proprio a questa categoria di “accessori” di cui però probabilmente rappresenta anche l'espressione migliore, almeno al momento. Come hanno dimostrato alla perfezione i videotest disponibili online come per esempio quello realizzato da John Ricard il Ray Flash, almeno dal punto di vista dei “risultati”, riesce davvero a trasformare un normale flash in un'unità ring capace di reggere il confronto con i ben più costosi sistemi professionali. Quando ci si trova a lavorare su un set, però, i “risultati”, ossia la qualità delle immagini, non sono l'unico fattore chiave. Un adattatore come il Ray Flash deve infatti saper dimostrare di poter fornire tutte le altre caratteristiche richieste a uno strumento professionale come per esempio la flessibilità d'uso, la frequenza di scatto, la resistenza e altro ancora. Per questo dopo aver verificato le prestazioni del Ray Flash in condizioni di studio lo abbiamo trascinato con noi su tre set allestiti per altrettanti servizi di moda, pubblicità ed editoriale. In tutte queste circostanze abbiamo utilizzato il Ray Flash sia come unica luce, sia come fill-in per delle luci ambiente o con delle luci diffuse ottenute sia per mezzo dell'uso di due flash con ombrellino o con un faro a luce continua a 3400K da 1.000 watt.
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