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Foto editing “antifurto”

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Nell'era delle community fotografiche come Flickr è importante conoscere bene parole come tag, codici IPCT, copyright e Creative Commons. Per tutelarsi e per diventare più “famosi”

di Amedeo Novelli

Inutile nascondersi dietro a un dito. Flickr e simili sono divertenti e spesso anche utili, ma con i tempi che corrono possono anche essere forieri di “pericoli” o mezze fregature, specie a danno degli utenti più disinformati e di conseguenza più ingenui. La disponibilità online di centinaia di migliaia di nuove foto ogni giorno, rende questi archivi dei database decisamente interessanti per una nuova categoria di “pirati”, gli scrocconi di immagini. Si tratta di coloro che vanno in giro su Internet a caccia di fotografie a buon mercato, meglio ancora se “gratis”. Si tratta di una categoria eterogenea, composta per la parte che ci interessa da sedicenti giornalisti, grafici editoriali, pubblicitari, photo editor o altro ancora che setacciano la Rete alla ricerca di file, spesso incuranti della natura della licenza associata a ciascuna immagine. E' un malcostume così diffuso che non è difficile trovare traccia sul web di discussioni su questo tema piene zeppe di racconti di utenti “fregati” in prima persona. Un'esperienza che chi vi scrive ha vissuto sulla propria pelle sia come fotografo, sia come giornalista per esempio in occasione della tragica vicenda di Pippa Bacca e del relativo sito Brides on Tour, gestito dalla redazione di FotoUp. Ebbene, solo grazie alla nostra consapevolezza in materia, siamo riusciti ad arginare utilizzi impropri di una serie di fotografie, da parte di gruppi editoriali, giornali e agenzie.
Girovagando su Internet abbiamo trovato traccia di decine di casi simili a danno di tantissimi utenti. La cosa assurda è che si tratta in massima parte di non professionisti, fotoamatori che avrebbero concesso volentieri l'autorizzazione alla pubblicazione quasi certamente anche a titolo gratuito se solo fossero stati contattati in qualche modo. Sebbene ciò alla lunga rappresenti un problema per i professionisti, infatti, questo genere di fotografi di solito si accontenta della gloria, ossia dei crediti.

Quali “diritti”
Sebbene la filosofia Open Source e Creative Commons sia intelligente e affascinante, chi condivide le proprie raccolte fotografiche online e ritiene che siano potenzialmente interessanti agli occhi degli scrocconi, farebbe a nostro avviso molto bene a optare sempre per la formula del Copyright. Niente e nessuno vieta infatti di cedere a titolo gratuito attraverso un'apposita liberatoria anche immagini coperte da diritto d'autore, così come niente e nessuno potrà sottrarsi dall'effetto delle vostre azioni legali nel caso di utilizzo fraudolento e non autorizzato delle stesse fotografie. Se qualcuno utilizza a fini commerciali un'immagine coperta da Copyright senza averne diritto, sarà più facile chiederne conto di quanto non accada con le varie formule di licenze Creative Commons, nate proprio con l'intento opposto. La nostra non è ovviamente una posizione “politica” ma del tutto “pratica”, figlia dell'esperienza e dovuta essenzialmente al desiderio di tutelare coloro che utilizzano sistemi di sharing come Flickr. Si tratta né più, né meno di una possibile soluzione che agisce su due fronti: come deterrente per dissuadere gli “scrocconi” di immagini dall'operare incautamente; come assicurazione per garantire l'eventuale risarcimento morale e materiale in sede giudiziaria.



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