EOS 7D, una reflex tutta nuova
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Il primo resoconto della prova su strada dell'ultima DSLR nata in casa Canon, la EOS 7D. Tre giorni intensi di test trascorsi come di consueto non in “laboratorio” ma sul “luogo di lavoro” per verificare pregi e difetti della nuova reflex A cura di Amedeo NovelliSettantadue ore per provare una reflex come la nuova Canon EOS 7D è un arco di tempo decisamente ristretto. Ciò detto, vista la natura “su strada” delle prove di FotoUp, i tre giorni in cui abbiamo avuto tra le mani la 7D alla fine sono stati più che sufficienti per farci un'idea della natura della nuova reflex, a valutarne le caratteristiche e, crediamo, a comprendere la filosofia che ne ha ispirato lo sviluppo. Naturalmente, per riuscirci in così poco tempo, abbiamo sottoposto la EOS 7D ha un vero e proprio tour de force “lavorativo”, impiegandola prima nella realizzazione di una serie di ritratti per un book, quindi per documentare il backstage del set fotografico per la cover del nuovo CD di Giuliano Palma e i Bluebeaters, prima di passare a un paio di lavori di cronaca: la Marcia della Pace in Duomo e il red carpet della prima de La bella e la bestia al teatro Nazionale. Vista la natura “sportiva” (grande velocità e nuovo autofocus) dell'ultima EOS, abbiamo aggiunto anche un test sportivo: una gara di BMX in provincia di Pavia. In considerazione del posizionamento della EOS 7D all'interno dell'offerta Canon, per alcuni di questi test abbiamo deciso di coinvolgere anche due giovani fotografi conosciuti sul
gruppo ufficiale Canon Italia su Flickr e che per diverse ragioni costituiscono un campione rappresentativo del target della nuova reflex Canon. Ecco come sono andate le cose.
7D, la EOS “diversa”
La prima cosa da dire con chiarezza, soprattutto a coloro che rimproveravano Canon per aver sfornato qualche “aggiornamento” di troppo in fatto di corpi macchina, è che la EOS 7D è così innovativa da potersi considerare un vero e proprio elemento di rottura rispetto a quanto fin qui fatto dal colosso nipponico in tema di reflex. Non ci riferiamo a una o a tutte le numerose novità tecniche introdotte nella 7D, quanto alla differente filosofia che ha ispirato i suoi progettisti e che ha avuto come primo effetto una modifica radicale del corpo macchina e dei suoi elementi principali. Per la prima volta dalla nascita delle EOS “digitali” infatti, viene introdotto uno schema nuovo che prevede qualche pulsante in più e, soprattutto lo spostamento di una serie di comandi chiave a cominciare da quello di accensione e spegnimento della macchina.
Analizzando meglio il nuovo concept del corpo macchina appare evidente sia la volontà di ridisegnare il progetto in funzione della presenza di alcune novità, come per esempio quelle video HD, sia quella di recepire alcuni dei suggerimenti provenienti dalla numerosissima community di utenti Canon distribuita ai quattro angoli del pianeta. Un esempio in tal senso è rappresentato dalla piccola leva che consente di bloccare il movimento della ghiera posteriore, un particolare all'apparenza di secondaria importanza ma che in realtà evita spostamenti “indesiderati” delle impostazioni della macchina, eliminando una piccola grande seccatura del passato. Un altro dettaglio da cui si evince l'ascolto prestato a chi le macchine le compra e le usa, riguarda i pulsanti della 7D che ora sono un po' più sporgenti così da risultare comodi da usare anche quando d'inverno si è costretti a indossare dei guanti!
Le altre novità più significative del nuovo corpo si concentrano nella sua parte posteriore, dove accensione e leva di bloccaggio della ghiera a parte, si segnalano alcuni nuovi pulsanti, la presenza di un selettore per commutare rapidamente dalle funzioni foto a quelle video. Analizzando con più attenzione il retro del corpo della 7D appare evidente come esso derivi più dal design della 5D Mark II che non da quello della 50D. Diversamente da quest'ultima, infatti i pulsanti sono raggruppati intorno al margine sinistro, di fianco al display e non sotto di esso. Rispetto alla sorella full frame, però, la EOS 7D aggiunge anche tre novità decisamente importanti. La prima riguarda il pulsante della funzione di stampa diretta da fotocamera delle immagini che ora svolge questo compito solo se premuto insieme al tasto funzione, visto che se quando è attivato da solo dà accesso diretto alla schermata del menu che consente di scegliere le impostazioni JPG e RAW. Una novità che probabilmente fa anch'essa parte del novero degli elementi recepiti analizzando le richieste degli utenti Canon e che permette di modificare più agilmente le impostazioni del file.

L'innovazione più eclatante probabilmente è quella che riguarda il pulsante contrassegnato dalla lettera Q (che sta per Quick - ndr) e che appunto consente di visualizzare sul display un menu rapido, simile a quello usato sui modelli consumer ma che si rivela utilissimo per modificare i principali setup della macchina in modo più veloce di quanto non sia possibile fare attraverso i normali menu della macchina. Naturalmente questo è vero solo dopo un po' di pratica ed esercizio, il tempo di capire come usare il jog-dial (per muoversi all'interno del menu) e la ghiera posteriore (per modificare le opzioni disponibili).
La terza novità, riguarda il pulsante di accensione, che è stato spostato dal margine inferiore (a destra del display) a quello superiore (sulla sinistra), in corrispondenza della ghiera di selezione dei programmi, situata come di consueto sul lato superiore (sinistro) del corpo macchina.
Durante i tre giorni di test, effettuati da altrettanti diversi fotografi, la nuova disposizione dei comandi ha rivelato la sua efficacia anche se non senza qualche incertezza dovuta però soprattutto alla forza dell'abitudine. Ci vuole un po' per ricordarsi che l'accensione “ha cambiato indirizzo”, così come occorre fare un po' di pratica per far sì che il menu Quick sia degno del suo nome. Nulla è cambiato per quanto riguarda ripresa e scatto, eccezion fatta per il Live View che beneficia dell'introduzione del nuovo selettore Foto/Video e del relativo pulsante di avvio e arresto.
Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche, infine, il corpo della EOS 7D non si differenzia molto da quello delle altre reflex Canon sia quanto a ingombri e pesi, sia per quanto riguarda i materiali utilizzati, un mix di lega di magnesio, speciali polimeri e gomma antiscivolo.
Per chiudere il capitolo corpo macchina non resta che ricordare che, sebbene il termine tropicalizzazione resti prerogativa esclusiva dei corpi professionali EOS 1, la 7D vanta un ottimo sistema di “isolamento” da agenti atmosferici e polveri, simile a quello utilizzato per la 5D Mark II e di cui rappresenta un'ulteriore evoluzione e capace di garantire la protezione sufficiente per lavorare anche in condizioni ambientali “ragionevolmente” avverse.

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