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Tecnica



Panning: effetto velocità

Una serie di consigli utili a imparare e mettere in pratica una tecnica di ripresa molto usata nello sport ma che in realtà può dare un tocco in più a qualsiasi immagine dove il soggetto ripreso sia in movimento 

 

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Di solito sono soprattutto i fotografi sportivi a utilizzare la tecnica del panning, anche perché in effetti è soprattutto a loro che capita spesso di dover fotografare situazioni dove i soggetti sono in movimento, anche ad alta velocità. In realtà, a pensarci bene, le cose non stanno proprio così, nel senso che può capitare a chiunque di riprendere per esempio un bambino che gioca sugli autoscontri o che pattina, così come un amico che fa un po' di jogging al parco. Tutte situazioni ove l'uso corretto del panning può trasformare una foto anonima in un piccolo capolavoro. Oltre che conferire un effetto “velocità” all'immagine, il panning, grazie all'effetto generato sulle aree di sfondo (che appaiono come macchie di colore, simili a pennellate), permette infatti di rendere belli e suggestivi sfondi in realtà insignificanti o addirittura brutti.

 

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Soprattutto chi si diletta con il reportage, dunque, per mezzo del panning (e non solo dei mossi!!!) può garantirsi immagini più belle. Tanto più che non è affatto vero che questa tecnica debba per forza essere utilizzata con teleobiettivi, visto che anche con un grandangolo i risultati possono essere eccellenti.

 

Panning o mosso?

Da un punto di vista tecnico, il panning in fotografia si utilizza per riprendere soggetti in movimento così da trasmettere l'impressione di dinamismo e velocità. Di fatto il panning è il contrario del mosso. Nel caso di quest'ultimo, infatti, il soggetto che si muove non è nitido ma appare confuso e fuori fuoco, mentre, viceversa, lo sfondo è nitido e dettagliato e non sfumato. Per questo a determinare per quale delle due tecniche optare di volta in volta, è la scelta del soggetto su cui far concentrare gli occhi di chi guarderà la foto: il soggetto in movimento o lo sfondo.

 

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Panning: istruzioni per l'uso

Come detto all'inizio il panning prescinde dall'utilizzo di una particolare ottica o lunghezza focale. La tecnica in questione non può invece prescindere dalla presenza di un soggetto in movimento e da una serie di altri requisiti che proviamo a riassumere, uno per uno.

 

Il panning si può applicare se il movimento del soggetto è più o meno perpendicolare all'orientamento dell'obiettivo. Tradotto in pratica, significa che il panning non si può applicare se vi trovate per esempio frontalmente al soggetto in movimento. Viceversa è necessario porsi sempre lateralmente alla traiettoria del soggetto. Nel caso di una macchina che affronta la curva di un circuito, significa che la posizione migliore è all'interno della curva stessa, al vertice dell'angolo ideale della traiettoria seguita dal veicolo. Il panning, infatti, consiste di fatto nel seguire il soggetto in movimento lungo il suo percorso con la fotocamera. Per questo, ancor prima che come impostare tempi e diaframma, è importante imparare a muoversi nel modo giusto, ossia in maniera fluida ma ferma, senza oscillazioni o movimenti bruschi. Una tecnica, dunque, che richiede una certa attenzione anche all'aspetto “fisico” della fotografia. Per realizzare un buon panning, non solo è necessario avere braccia forti, specie nel caso di lenti super tele, ma è anche importante una buona postura. L'ideale infatti è seguire il movimento del soggetto con il busto, facendo perno sulle gambe che devono restare ben ferme per tutta la sequenza di scatto. L'obiettivo finale è agganciare con il proprio autofocus il soggetto all'inizio della ripresa per poi seguirlo muovendo l'inquadratura in modo fluido e solidale con la traiettoria del soggetto stesso.

 

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Detto che è meglio impostare la macchina attivando la raffica (scatto continuo) e che anche la messa fuoco deve essere regolata di conseguenza (fuoco continuo), per avere maggiori probabilità di successo è bene ricordarsi di iniziare a seguire il soggetto prima di cominciare a scattare e che, allo stesso modo, è utile proseguire con il movimento dell'inquadratura ancora per qualche istante dopo aver rilasciato il pulsante di scatto al termine della sequenza.

Anche per quanto riguarda la scelta del tempo di esposizione, l'unico vero elemento tecnico fondamentale per la buona riuscita di un panning, la pratica e l'esperienza si rivelano fondamentali. In generale, esso non deve essere né troppo breve, altrimenti è inutile fare panning (le immagini riuscite risulterebbero “ferme”), né troppo lungo. In questo caso, infatti, diviene pressoché impossibile da un punto di vista fisico mantenere un movimento sufficientemente fluido. In linea di massima, il tempo di esposizione varia in maniera direttamente proporzionale alle velocità dei diversi soggetti. Il che significa che, a parità di condizioni di illuminazione, sarà necessario impostare un tempo più lungo per un ciclista e uno più breve per una Ferrari. Inoltre, va considerato che il panning non è “uno solo”, ma esistono diverse varianti a seconda del tipo e dell'intensità dell'effetto desiderato.

A seconda dei tempi e dei soggetti ripresi si possono dunque creare situazioni differenti. Alcune parti del soggetto, inoltre, risulteranno sempre e comunque mosse, poiché non si spostano in modo regolare rispetto alla traiettoria principale del movimento. È il caso delle gambe di un gruppo di zebre in corsa nella savana (clicca qui per vedere la gallery), ma anche quello delle gambe e delle braccia di un corridore. Altre volte e con altri soggetti, per esempio le automobili, si possono invece ottenere immagini in cui il soggetto è perfettamente nitido, come se fosse fermo.

In virtù di quanto fin qui detto, ma anche delle numerose varianti possibili, a chi vuole cominciare a migliorare la propria conoscenza di questa tecnica, consigliamo soprattutto di fare tanta pratica, senza limitarsi a pensare che essa possa risultare utile solo a chi si occupa di sport. Come dettoa più riprese, anche il reportage è campo di applicazione perfetto per il panning che anzi in questo caso può davvero fare la differenza. Provare per credere.

 

Zebre in movimento

Qui di seguito trovate il link a una piccola photogallery di fotografie di un branco di zebre, tutte realizzate volutamente con l'ausilio del panning, in tutte le sue sfumature possibili. Si tratta di immagini scattate usando obiettivi grandangolari e tele e variando il tempo di esposizione a seconda del tipo di effetto ricercato, della velocità degli animali e delle condizioni di luce. Una piccola galleria che dimostra come grazie al panning sia possibile ottenere immagini diverse dalle classiche “cartoline” naturalistiche, che con poche eccezioni tendono ad assomigliarsi tutte. Grazie a panning e mosso, questa sequenza riesce a trasmettere almeno in parte il senso di libertà che si prova guardando dal vivo un branco di zebre che corre libero nella savana africana.

 

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Archivio      nov 15, 15:50