A quarant'anni esatti dal lancio della prima OM-1, Olympus lancia la prima discendente diretta di questa famiglia di reflex che rappresentò una vera e propria rivoluzione
di Gabriele Zanon
Nel 1972 una schiera di fotografi famosi fece da testimonial a un prodotto veramente innovativo: silenzioso e dalle piccole dimensioni, caratterizzato dalla facilità d’uso. Stiamo parlando della Olympus OM-1, che diede vita ad una serie di prodotti di successo. Oggi, nel giorno del 40° anniversario della nascita di questa macchina fotografica, viene presentato il primo discendente digitale: la Olympus OM-D, che oltre a prendere il nome ed il design di questa serie di reflex, integra le più recenti tecnologie digitali come il sensore stabilizzato ed il mirino elettronico ad alta risoluzione, per soddisfare sia i fan del marchio che i fotografi che vogliono qualcosa in più dal sistema micro 4/3.
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Il massimo del sistema micro 4/3
La Olympus OM-D ha uno stile che ricorda molto i primi modelli della serie e le vecchie fotocamere degli anni ’70, ma questo non vuol dire che anche le tecnologie siano vecchie ed infatti, troviamo un sensore digitale di tipo Live Mos da 16,1 Megapixel che promette maggiore gamma dinamica, una riduzione del rumore che le consente di arrivare a sensibilità pari a 25.600 ISO ed una serie di tecnologie innovative, che unite al nuovo processore d’immagine TruePic VI, rendono possibile l’eliminazione del moiré e dei falsi colori, oltre a consentire la riproduzione di sfumature cromatiche notoriamente difficili, come ad esempio il verde smeraldo. Questo ovviamente stando alle dichiarazioni ufficiali, visto che la macchina non è ancora sul mercato.
Altre novità riguardano i filtri creativi multipli, che possono essere applicati alla stessa fotografia utilizzando l’Art Filter Bracketing. Le nuove modalità di modifica inoltre, si possono vedere direttamente all’interno del mirino digitale oltre che dall’LCD posteriore. Il mirino integrato della OM-D, ha una risoluzione di 1,44 milioni di punti ed offre una copertura del 100% ed un ingrandimento di 1,15x. Il sistema di trasmissione dei dati al mirino è stato riprogettato e velocizzato per assicurare una resa ottimale anche quando si fotografano dei soggetti in rapido movimento, per dare uno strumento in più a chi si occupa di sport o di caccia fotografica.
Altre novità del mirino risiedono nella sua capacità di rilevare automaticamente la vicinanza dell’occhio e di dare delle immagini praticamente immediate. In aggiunta c’è la possibilità di personalizzare ciò che viene visualizzato sull’inquadratura, grazie al nuovo sistema di EVF Control, che permette di regolare la gamma dinamica attiva di visualizzazione, andando a modificare luminosità delle ombre o delle luci e la vignettatura che a detta del costruttore è praticamente assente.
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