Abbiamo appena avuto la possibilità di scattare una serie di immagini con la Powershot G1X. Scopri in anteprima di cosa è capace la nuova Canon, attraverso l'analisi dei file JPG originali, disponibili per il download
di Amedeo Novelli
Questa mattina, durante la conferenza stampa organizzata per l'ultima giornata di Milano Moda Donna 2012, di cui Canon è Sponsor principale, Manuel Trotta responsabile delle Powershot, ci ha concesso la possibilità di usare per circa 30 minuti la nuovissima G1X, attesa negli scaffali di tutti i negozi tra circa 10 giorni. Mezz'ora di tempo, a zonzo per il centro di Milano, non sono certamente sufficienti per dare giudizi definitivi, ma danno informazioni molto importanti. Quel che più conta è che finalmente possiamo analizzare JPG originali, così come scritti sulla scheda dalla G1X (Firmware 1.0) con tanto di dati EXIF che rendono un po' più credibile l'analisi dei file. Nel caso di quelli che potete scaricare in queso articolo, diciamo subito che ci siamo limitati a una passata in CS2 per apporre il watermark e le informazioni di copyright, senza apporre altre modifiche. I file che sono stati editati (con la beta 4 di Lightroom) si trovano all'interno della gallery, messi a confronto con gli originali. In questo caso però si tratta di file a ridimensionati a 1280x960 (@72 dpi); il suo scopo è infatti quello di fornire un raffronto di cosa si può ottenere elaborando i JPG in termini di contrasto e poco altro. Naturalmente abbiamo scattato in RAW + JPG (L) ma fintanto che Canon non rilascerà l'aggiornamento del suo DPP non saremo in grado di aprirli e dunque di dirvi alcunché al riguardo.
Prima di venire al piatto forte ossia all'analisi dei file scaricabili, quello che possiamo dirvi in termini di "sensazioni" è che, rispetto alle altre Powershot G non cambia molto. Lavorare in manuale è semplice grazie alla doppia ghiera per tempi e diaframmi, tutto è al posto giusto e il display LCD orientabile è comodo anche come mirino, visto che quello ottico "vede" sempre" l'obiettivo nell'inquadratura e questo puàò talvolta essere un problema. L'unica cosa che ci ha lasciato un po' perplessi è stata la regolazione del pulsante dell'otturatore, un po' troppo sensibile nel passare dal blocco della messa a fuoco allo scatto vero e proprio e che qualche volta ci ha "fregato". Probabilmente è qustione di abitudine.

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