Con l’arrivo di Photoshop Express quello degli strumenti per il fotoritocco online non è più un fenomeno di nicchia. Cerchiamo di capirci qualcosa di più...
di Francesco Varano
Con la nascita di Photoshop Express, Adobe ha dato in un certo senso una maggiore dignità al settore degli strumenti e/o servizi di fotoritocco di base da usare attraverso il Web. Chi frequenta i siti di "photo sharing", come in primo luogo Flickr, probabilmente questi strumenti li conosce già da tempo, ma è inevitabile che da adesso in poi se ne parlerà di più, dopo che il produttore del software di fotoritocco per antonomasia (Photoshop CS3) è entrato in questo mondo ancora un po’ confuso ma ricco di potenzialità.
Dal nostro punto di vista l’interrogativo principale è se (e quanto) il fotoritocco online possa essere una alternativa ai software tradizionali. La domanda può far alzare le sopracciglia ai virtuosi di Photoshop "vero", Lightroom, Aperture e compagnia, ma l’ipotesi è meno azzardata di quanto sembri. Vediamo perché, partendo in primo luogo da quello che oggi offrono gli strumenti di fotoritocco Web.

Al momento gli strumenti principe per ritoccare le immagini online sono due: Picnik.com perché è il più collaudato ed è integrato direttamente nella community fotografica forse più importante del Web (ossia Flickr), e proprio Photoshop Express perché ha dietro Adobe e la software house vi ha dedicato molto tempo e risorse. E continuerà a farlo, almeno a quanto ha promesso, perché Photoshop Express adesso è aperto al pubblico ma in una versione preliminare: da qui al lancio definitivo - previsto entro l’anno, ma quando non si sa con esattezza - dovrebbe essere migliorato ulteriormente.
In entrambi i casi le funzioni di fotoritocco a disposizione sono al livello di programmi commerciali, sebbene ovviamente non dei software da centinaia di euro.

Photoshop Express deriva in maniera evidente la sua impostazione da Photoshop Elements 6, interfaccia compresa. Ne resta un gradino sotto ma offre comunque nelle sue tre sezioni (Basics, Tuning ed Effects) un po’ di tutto: cropping, rotazione, controllo esposizione con correzione automatica, eliminazione effetto "occhi rossi", ritocco, saturazione, bilanciamento del bianco, sharpening e sfuocato, variazione tonale di tutta l’immagine, conversione in bianconero o in altre monocromie, effetti pittorici e di distorsione.
Picnik.com ha una interfaccia più confusa - perché è volutamente più "giocosa" - di quella di Photoshop Express ma le perplessità iniziali si superano rapidamente e ci si trova con anche più strumenti del servizio Adobe. La sezione Crea mette infatti a disposizione strumenti per regolare Curve e Livelli, più una trentina di effetti (seppia, simulazione infrarosso e HDR, vignettatura, cross processing, sfocature artistiche...) che Photoshop Express non ha. Molti però oggi sono a pagamento, anche se Picnik.com ha annunciato un po’ di tempo fa che le funzioni cosiddette Premium sarebbero diventate gratuite. E’ una scelta praticamente obbligata dopo l’arrivo del gigante Adobe, dato che Photoshop Express dovrebbe restare gratuito per la parte di fotoritocco e far pagare solo servizi come un maggior spazio sui server Adobe (adesso il limite è 2 GB per utente) o la possibilità di far stampare fisicamente le nostre foto.
Non ci sono però solo Adobe e Picnik.com
Vale la pena provare anche Splashup.com, che cerca di riprodurre abbastanza fedelmente, con qualche limite, interfaccia e funzioni di Photoshop "classico" ma dentro un browser Web. E’ meno popolare dei due servizi che abbiamo descritto prima - anche perché ha cambiato nome, prima si chiamava Fauxto - ma rispetto a essi permette di lavorare su più immagini contemporaneamente e soprattutto supporta i livelli. Non mancano effetti e regolazioni, che in tutto sono una ventina. Il problema di Splashup è che resta in mezzo al guado: da un lato non può duplicare Photoshop perché è impossibile farlo con una applicazione online, almeno al momento, dall’altro nel cercare di imitarlo perde la semplicità che ci si aspetta da un servizio Web. Ma per gli utenti un po’ smaliziati un test vale la pena.

Pixenate (o PXN8) non usa Flash e per questo ha un’interfaccia poco attraente, da software di fotoritocco degli anni Ottanta. Tra funzioni ed effetti, però, la scelta è abbastanza ampia e la rapidità delle correzioni fa perdonare l’aspetto un po’ dimesso del servizio.

Che si possa fare meglio, anche senza ricorrere a Flash, lo dimostra SnipShot. Qui le funzioni sono davvero quelle di base, ma l’interfaccia è quantomeno gradevole seppure essenziale e la velocità di elaborazione molto buona. E c’è il supporto per i file RAW, anche e poi è difficile capire quanto questo supporto possa essere aggiornato ai tipi di RAW delle varie case produttrici.

Secondo chi sviluppa i tool di fotoritocco onine, il loro utente ideale è chi usa una compatta digitale ed è abituato a condividere le proprie foto attraverso siti di community. Non a caso tutti i servizi che abbiamo rapidamente descritto possono interfacciarsi direttamente con una o più community, fotografiche come Flickr o generaliste come Facebook. L’idea, insomma, è che al fotoritocco online si rivolgano i fotografi "vacanzieri" senza troppe pretese artistiche: scatto, ritaglio, un paio di correzioni automatiche e la foto va online.
Per verificare se questo è possibile abbiamo dato in pasto alle funzioni "auto" di Photoshop Express, Picnik, Pixenate e SnipShot una stessa foto, senza alcuna pretesa artistica ma bisognosa di un po’ di regolazioni.

Dal test abbiamo volutamente escluso Splashup perché non ci pare un tool molto "da automatismi". La nostra impressione è che Picnik abbia lavorato bene tranne nella correzione automatica dei colori, dove ha dato una tonalità bluastra, che Pixenate abbia usato un po’ di mano pesante, facendo perdere dei dettagli nelle zone in ombra, che SnipShot se la sia cavata sufficientemente bene.


Photoshop Express merita due righe in più perché non ha una correzione completamente automatica: mostra alcune possibili regolazioni e ci fa scegliere quella che preferiamo. Noi abbiamo scelto quella che ci sembrava la più equilibrata, sebbene un po’ piatta, e il risultato ci sembra anche il migliore del lotto del fotoritocco online.

Cerchiamo di condensare e di tirare qualche conclusione
Se siamo di quelli che dopo una giornata con la propria macchina fotografica tornano a casa e ci mettono un’ora solo a scegliere gli scatti su cui vale la pena continuare a lavorare, Picnik e compagnia non fanno per noi. Molto probabilmente abbiamo bisogno - o crediamo di avere bisogno, ma è la stessa cosa - del fotoritocco "vero". Magari non di Photoshop CS3, magari ci basta uno shareware da una ventina di euro, ma comunque ci serve qualcosa di più versatile.
Se invece come fotografi ci prendiamo meno sul serio, se non ci ricordiamo più l’ultima volta che abbiamo stampato una foto perché tanto mettiamo tutto sul Web, allora il fotoritocco online vale qualche piccolo test. Anche perché possiamo usarlo in qualsiasi situazione si abbia sottomano un qualsiasi Pc o Mac e l’accesso a Internet.
E qualche prova di Photoshop Express, in particolare, andrebbe fatta comunque. Il servizio Adobe ha una impostazione più strutturata degli altri e non ci stupiremmo se da qui a qualche tempo diventasse una alternativa concreta al "fratello" Photoshop Elements.
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