Il problema è noto: l’occhio umano interpreta i colori in un certo modo, che può essere - e quasi sempre è - diverso dal modo in cui li interpretano il sensore di una fotocamera, la logica che pilota un monitor, il software che controlla una stampante. Anche la soluzione è nota: usare un dispositivo (che si chiami colorimetro, termocolorimetro, spettrofotometro o calibratore poco importa) per allineare tutti questi diversi modi di interpretare i colori. Fatto sta che in pochissimi lo fanno, al di fuori dei professionisti della stampa. E chi lo fa, lo fa ogni tanto e non con regolarità, anche se gli stessi puristi a cui abbiano accennato prima ci spiegherebbero volentieri che una stampante in teoria va calibrata ogni volta che si cambia il tipo di carta, oppure le testine o gli inchiostri. Questo, davvero, non lo fa quasi nessuno.

Il perché è presto detto. I calibratori sono un po’ come gli esposimetri professionali: vengono considerati oggetti complicati e dall’uso difficile, da lasciare ai tecnici. Non è del tutto vero, ma neanche del tutto falso. Pantone e X-Rite provano però a cambiare un po’ le carte in tavola con ColorMunki, uno spettrofotometro studiato soprattutto per fotografi e designer creativi (non a caso esiste in due versioni, denominate appunto Photo e Design) e per non sembrare un colorimetro o un calibratore. Tanto che qualcuno l’ha già battezzato “l’iPod dei colori”...
L’aspetto di ColorMunki rivela da subito l’intenzione di trasformare un oggetto professionale in un gadget che inviti a essere usato spesso. E’ di forma per metà quadrata e per metà circolare, senza spigoli. Sembra un metro da carpentiere che si passato per le mani di un designer. La versione bianca e argento (Design) in effetti ricorda molto il design di certi prodotti Apple, la versione nera (Photo) no ma ha un aspetto più “tecnico”. Il colore è l’unica differenza tra le due versioni di ColorMunki, per il resto hardware e funzioni sono esattamente le stesse. Il calibratore ha una sua custodia in neoprene, con relativa tracolla che serve quando lo si vuole portare in giro con sé e, più spesso, per bilanciare (è in parte imbottita con materiale simile alla sabbia) ColorMunki quando lo si appoggia a un monitor per calibrarlo.
Archivio Tecnica
D3100, la Nikon con video Full HD
Canon, arriva la EOS 60D
EOS 7D, una reflex tutta nuova
1D Mk IV: l'evoluzione della specie
Nikon D5000: compagna di viaggio
La prova lampo della 500D
Foto editing “antifurto”
Filtri colore per il bianco e nero
Ray Flash, una valida alternativa
La EOS 5D Mark II e i “black dots”
EOS 5D Mark II: i test ISO
EOS 5D Mark II: le prime immagini
Pentax K20D: "alternativa" digitale
Test anteprima – Sony Alpha 900
Elements 6: il piccolo Photoshop
Ok il colore è giusto
La luce che non vediamo
Non sottovalutate l'online
Aperture diventa maggiorenne
FotoUp Test - Nikon AF-S VR18-200
02.09.10 - Canon al Festival di Perpignan 2010
02.09.10 - Canon, nuovi super teleobiettivi
02.09.10 - Canon Fisheye EF 8-15mm f/4L
02.09.10 - Appuntamenti Piccolo Formato
01.09.10 - Contrasto a Venezia per beneficienza
01.09.10 - Spazio Labò, prossimi incontri
01.09.10 - Nikon D3100, il video è Full HD
01.09.10 - Olympus Zuiko Digital 40-150mm
01.09.10 - Canon: CMOS da 120 MP
01.09.10 - Olympus Zuiko Digital 75-300mm
Carnevale di Ottana
Trento: Città Pulita
Myanmar in sospensione
La Reggia di Rivalta
Crociera in 3GS
Exit - Novi Sad
Vicolo Brugnò
Vinschgerbahn
Tamorre sotto le stelle
Curva Sud